Che cosa pensava Jimi Hendrix della musica dei Pink Floyd?

E’ accaduto raramente e quelle poche occasioni in cui si è verificato sono state sicuramente significative. L’incontro tra Jimi Hendrix e Pink Floyd rappresenta, nella storia della musica, un incontro tutt’altro che casuale, tutt’altro che semplice come ci si potrebbe aspettare: si tratta di un qualcosa di unico, di un momento particolarmente importante e che ha lasciato indubbiamente il segno, data la musica di entrambi e soprattutto dato tutto quel background culturale che li ha da sempre definiti. Ma al di là di momenti veri e propri, vogliamo parlarvi di quel giudizio che Jimi Hedrix aveva dei Pink Floyd: ecco che cosa pensava il miglior chitarrista della storia della musica di una delle formazioni migliori di sempre.

Le tre interviste in cui Jimi Hendrix ha parlato dei Pink Floyd

Jimi Hendrix ha parlato di Pink Floyd in tre occasioni e, contrariamente a ciò che si pensa, il suo giudizio non è sempre stato così positivo così come si potrebbe pensare. In effetti, quello che probabilmente è considerabile come il miglior chitarrista della storia ha parlato della formazione britannica secondo accezioni anche negative, in quanto non era d’accordo con i giudizi che venivano dati alla stessa.

Prima di entrare nel dettaglio delle interviste, in cui Jimi Hendrix ha parlato dei Pink Floyd, vale la pena considerare quali siano state le interviste specifiche in cui lo stesso chitarrista ha parlato. Le prime due sono state realizzate per Steve Barker, mentre la terza – realizzata in un periodo di tempo differente – è stata realizzata per la rivista musicale Melody Maker. 

Le parole che Jimi Hendrix ha utilizzato per parlare dei Pink Floyd

In un primo momento della carriera dei Pink Floyd, in cui la formazione britannica stava iniziando ad avere un indirizzo musicale ben preciso – che, inizialmente, passava anche attraverso la realizzazione di concerti in cui c’era l’uso prevalente di cover e reinterpretazioni -, Jimi Hendrix era totalmente contrario alla musica della formazione britannica, in quanto non riusciva assolutamente a capirla né ad apprezzarla.

Nelle sue interviste per Steve Barker ha dichiarato, nello specifico: “Ecco una cosa che odio, amico: quando questi gatti dicono “Guarda la band, stanno suonando musica psichedelica!” e tutto ciò che stanno realmente facendo è accendere le luci e suonare “Johnny B. Goode” con gli accordi sbagliati: è terribile.” In altre parole, il chitarrista statunitense recriminava alla band una scarsa attitudine nell’interpretare le cover di cui si facevano portavoce.

Eppure, dopo diversi anni in cui l’esperienza psichedelica era particolarmente maturata, anche il giudizio di Jimi Hendrix era cambiato, tanto che il chitarrista affermò: “Il termine “stupire qualcuno” è valido. Le persone come te fanno esplodere le loro menti, ma poi daremo loro qualcosa che farà esplodere la loro mente, e mentre è saltato ci sarà qualcosa lì per colmare il vuoto. Sarà una forma completa di musica. Sarà davvero musica drogata. Sì, sono d’accordo che potrebbe essere qualcosa di simile a quello che i Pink Floyd stanno affrontando. Non lo sanno, lo sai, ma persone come Pink Floyd sono gli scienziati pazzi di questi tempi.”

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.