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Brian Jones, il mistero che rese leggendari i Rolling Stones

Era il 28 febbraio del 1942 quando nacque Brian Jones, storico fondatore dei Rolling Stones, che ha fatto la storia per il suo indiscutibile valore artistico e non solo. Sappiamo benissimo, in effetti, che la sua storia e il suo ricordo è legato particolarmente al mistero della sua morte che ha fatto la storia della formazione di Mick Jagger e Keith Richards, oltre che uno di quegli elementi che ha portato alla nascita del Club dei 27. Cercando di ricordarvi la figura di grandissimo valore di cui vi parliamo, vogliamo sottolinearvi proprio questo grande mistero che ha fatto la storia e che ha trovato grandi testimonianze lungo il suo percorso.

La morte di Brian Jones e gli ultimi anni

Antecedenti importanti che precedono la morte di Brian Jones sono certamente da sottolineare. Il 21 maggio del 1968, poco più di un anno prima della sua morte, il britannico fu arrestato per la seconda volta, per possesso di marijuana. I continui guai legali, l’abuso di droga e – infine – l’incidenza sempre minore del britannico nella band contribuirono, progressivamente, all’astio che c’era tra i membri della band. Il suo contributo per i Rolling Stones era pressochè nullo, e la band stessa non sapeva più come trattare il suo fondatore.

Un aneddoto, in tal senso, sottolinea quanta incidenza avesse Brian Jones avesse (in quegli anni) nella band: durante le registrazioni di You Can’t Always Get What You Want, Jones chiese alla band “Cosa posso suonare?”; la risposta di Mick Jagger fu “Non so Brian, cosa riesci a suonare?”. Secondo molti, quando il britannico provava a suonare l’armonica, iniziava a sanguinare. Ad ogni modo, i rapporti arrivarono al limite quando i Rolling Stones dovevano partire per il Tour statunitense del 1969. Per i guai legali, Brian Jones non potè partire col resto della band. Il 9 giugno dello stesso anno arrivò l‘annuncio di ritiro dalla band.

Il caso di omicidio e le parole di Keith Richards

Nonostante la morte fosse stata dichiarata avvenuta per incidente, nel 2000 Anna Wohlin affermò che la morte di Brian Jones era avvenuta per omicidio. Quanto al caso di omicidio, in effetti, in casa si trovava Frank Thorogood, costruttore che doveva rimordernare la casa e che confessò di essere stato la causa della morte del fondatore dei Rolling Stones. Per scherzo, infatti, Thorogood mise la testa di Jones sott’acqua; quest’ultimo, però, data la sua precaria condizione fisica, non fu in grado di rimanere in apnea per molto. Morì soffocato dopo poco, scivolando sul fondo della piscina. Il costruttore non ebbe la lucidità di soccorrere il britannico, ma scappò in casa innervosito. La Wohlin non credeva alla morte di Jones neanche nel momento in cui quest’ultimo fu estratto dalla piscina.

Le parole di Keith Richards, rilasciate in un’intervista al Rolling Stone, ritornarono sul caso: “Quella notte è successo qualcosa di strano, questo è tutto quello che ho da dire. Potrebbe anche essere stato un incidente. Noi non abbiamo cercato di mettere le cose a tacere, volevamo sapere cosa era successo; […] Nessuno voleva ucciderlo. Non si sono presi cura di lui come avrebbero dovuto, nonostante fossero lì proprio per quello. Tutti sapevamo com’era, soprattutto quando c’era una festa. Forse è solo andato a fare una nuotata e gli è venuto un attacco di asma. So che era asmatico, e che aveva sempre con sè il suo spray, anche se non l’ho mai visto avere un attacco. Ma era un ottimo nuotatore, molto più bravo di chiunque altro io conoscessi.” 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.