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Brian Jones, parla la figlia Barbara: ‘se Mick Jagger non avesse incontrato mio padre, sarebbe finito a fare il contabile’

Il 3 Luglio 1969 il co-fondatore dei Rolling Stones, Brian Jones, venne trovato senza vita sul fondo della sua piscina, nella sua abitazione ad Harfield. Il referto ufficiale del coroner, confermato dalle indagini della polizia, diffuse la notizia di annegamento dovuto all’assunzione di alcol e droghe. Tra teorie e ipotesi di ogni tipo, punti oscuri e dubbi, sospetti e accuse, la morte di Lewis Brian Hopkin Jones resta ancora oggi uno dei più grandi misteri della musica.

Le parole della figlia di Brian Jones, Barbara Marion

La figlia di Brian, Barbara Marion, ha sempre pensato che si sia trattato di un omicidio, piuttosto che un incidente. La donna, che ha scoperto di essere la figlia del fondatore dei Rolling Stones solo nel 2002, durante un’intervista rilasciata per Sky News ha spiegato: “Credo fortemente che sia stato ucciso e penso anche la polizia non abbia approfondito il caso in modo adeguato: mi piacerebbe riaprirlo e cercare ulteriori indizi.”

Marion ha sempre portato avanti il suo punto di vista indicando, inoltre, il padre come perno centrale della band: “Il merito è tutto suo. Ha fondato il gruppo e ha scelto ogni membro. E, soprattutto, se Mick Jagger non avesse incontrato mio padre sarebbe finito da qualche parte a fare il contabile.”

L’ipotesi sull’omicidio del co-fondatore dei Rolling Stones

Il mistero della morte di Brian Jones, col tempo, si è infittito sempre di più: anche Netflix, la piattaforma di streaming on demand più famosa al mondo, sta provando a far luce sull’accaduto. Prossimamente, infatti, pubblicherà un documentario incentrato interamente sulla tragica e misteriosa morte di Brian Jones. Nel documentario ci sarà un’intervista esclusiva a Tom Keylock, veterano di guerra ed ex autista di Mick Jegger e soci.

Nell’intervista, realizzata dal giornalista Terry Rowlings poco tempo prima la morte di Keylock (2 luglio 2009), viene confermata la tesi che quella fatidica sera a casa Jones, durante il party, tutti i presenti fecero uso di alcol e droghe. “Eravamo tutti su di giri quella sera, perdemmo completamente la cognizione del tempo e dello spazio.” Ha spiegato Tom Keylock, che poi ha aggiunto: “Non so se Frank (Thorogood) abbia ucciso volontariamente Brian. Probabilmente stavano solo scherzando in piscina e qualcosa non andò per il verso giusto. Resta però il fatto che quella di Brian non è stata una morte naturale, e io l’ho sempre saputo.” 

Frank Thorogood resta, infatti, uno dei sospettati principali dell’eventuale omicidio. Lo stesso Terry Rowlings attraverso il suo libro del 1994, “Brian Jones: chi ha ucciso Christopher Robin?”, ha puntato il dito contro Thorogood. Secondo Rowlings le continue tensioni tra Frank e Brian degenerarono in un violento litigio, durante una nuotata in piscina, nel bel mezzo della festa. La teoria di Rawlings, confermata anche nel romanzo di Geoffrey Guiliano “Paint it Black: The Murder of Brian Jones”, resta per ora quella più accreditata.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)