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Brian May: quella volta che si esibì sul tetto del Buckingham Palace (video)

Brian May, iconico chitarrista dei Queen, ha impugnato la sua prima chitarra all’età di 7 anni e, da allora, non l’ha più mollata. Sono tantissimi i momenti intramontabili passati con i Queen, tra assoli, show indimenticabili ed esperienze più uniche che rare. C’è, però, una performance a cui Brian May è particolarmente legato: quella eseguita sul tetto del Buckingham Palace nel 2002.

L’esibizione di Brian May sul tetto del Buckingham Palace

Sono tantissime le esibizioni straordinarie di Brian May, una su tutte quella del Live Aid del 1985. Nel suo cuore, però, c’è posto per una sola ed unica esecuzione: quella sul tetto del Buckingham Palace in occasione del Giubileo d’oro della Regina Elisabetta II.  A questo leggendario evento, chiamato “Party at the Palace”, presero parte alcuni artisti internazionali come Paul McCartney, Eric Clapton, Cliff Richard, Tony Bennett e, ovviamente Brian May. Il chitarrista dei Queen, in quella precisa occasione, omaggiò la Regina e tutti i presenti con una bellissima versione di God Save the Queen, eseguita direttamente sul tetto del Buckingham Palace.

Brian May: “è stato il momento più emozionante della mia carriera”

Proprio qualche mese fa, durante un’intervista per The Big Issue, May è tornato a parlare della sua magica esibizione sul Buckingham Palace:

“Se potessi tornare indietro nel tempo, mostrerei al me stesso sedicenne il video dell’esibizione sul tetto del Buckingham Palace nel 2002 per il Giubileo della Regina. Ne rimarrebbe estasiato. Quello è stato, senza ombra di dubbio, il momento più difficile e allo stesso tempo emozionante della mia carriera musicale. È stato incredibile, veramente assurdo. Quella performance ha cambiato radicalmente la mia vita, non ci sarà mai più un momento così profondo come quello.

Mi chiesero di suonare l’inno nazionale, ma non pensavo inizialmente che mi avrebbero permesso realmente di salire lassù. Ero solo e terrorizzato da quello che sarebbe potuto succedere, ma ho affrontato le mie paure e ho vinto. Avevo provato per ore ed ore, ma sapevo che qualsiasi cosa avrebbe potuto rovinare il mio show e, se avessi sbagliato qualcosa, avrei dovuto solo buttarmi giù! Fortunatamente tutto andò secondo i piani e in quei due minuti mi sentii forte e carico come mai nella mia vita.

E, proprio in quei due minuti, non ho potuto fare altro che appurare e riconoscere che esisteva un elemento soprannaturale. È stato un vero e proprio viaggio spirituale più che una semplice esibizione. Non sono mai stato un religioso, ma in quel momento sentii la presenza di una forza superiore: da quel momento capii che dopo un’esperienza del genere non mi sarei sentito mai più nervoso per qualsiasi altro show.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)