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Eric Clapton: “Non potrei vivere senza queste canzoni”

L’influenza che Eric Clapton ha avuto sulla scena musicale, può essere datata agli anni’60; nell’epicentro della Swinging London. Clapton, insieme alla sua band, i Cream e; più tardi, grazie all’avvento di Jimi Hendrix, contribuirono a ridimensionare i canoni valutativi e gli asserti compositivi del Rock N’Roll di quegli anni. I Cream divennero, in pochissimo tempo, una delle band di maggior impatto sul panorama; al punto che, il giovane Clapton, travolto dal turbine mediatico, inesorabile conseguenza del successo spropositato al quale fu soggetto, venne invitato a rilasciare numerose interviste.

Slowhand partecipò al programma della BBC Desert Island Discs. Uno show dai trascorsi particolarmente prestigiosi che aveva come prerogativa di intervistare le personalità di punta del movimento culturale britannico, trattando tematiche prettamente musicali. Con un Range che si estendeva dal Primo Ministro inglese alle Rockstar del momento a varcare le porte dello studio. Ideato da Ron Pomley nel 1942, lo spettacolo si teneva settimanalmente e, agli ospiti che venivano invitati, veniva chiesto di indicare gli otto dischi che avrebbero portato con sé su un’isola deserta.

Dopo aver espresso le loro preferenze in musica, agli intervistati viene chiesto di scegliere un libro e un bene di lusso da poter portare con sé. Il colloquio, si presupponeva di aprire gli orizzonti degli spettatori in merito alle abitudini quotidiane e alle passioni delle personalità di spicco sul panorama britannico, attraverso alcune scelte personali. Eric Clapton venne invitato in studio il 10 settembre del 1989, per essere intervistato da Sue Lawley.

Quali sono le canzoni preferite di Eric Clapton?

Eric Clapton ha raccolto alcuni dei dischi senza i quali non avrebbe potuto vivere in un periodo in cui era particolarmente avvezzo alla musica classica. Non sorprende, quindi, la scelta di Senza Mamma di Giacomo Puccini, tratta dalla Suor Angelica con Renata Scotto come solista e la partecipazione della Filarmonica, diretta da Lorin Maazel; figura poi Au Fond Du Temple Saint di Georges Bizet, entrambe a dimostrazione dell’eclettismo dei suoi gusti musicali.

Per quanto riguarda il mondo della chitarra, Eric Clapton ha selezionato una vasta gamma di chitarristi, provenienti dai generi più disparati. Ciò che appare ovvio, è che Slowhand abbia scelto dei luminari dello strumento. Nell’annovero di artisti scelti da Clapton, compaiono i nomi di Robert Johnson, con l’iconico Cross Road Blues, punto di svolta della carriera di Clapton; così come Muddy Waters con Feel Like Going Home e I Love The Woman di Freddie King. Andando avanti con il colloquio, il chitarrista ha scelto Ray Charles con Hard Times e Stevie Wonder con I Was Made To Love Her, tra i massimi esponenti del piano.

 Qual è la canzone senza la quale non potrebbe vivere?

Eric Clapton ha rivelato di aver visto il film di Prince, Purple Rain, in un momento in cui credeva che il Rock N’Roll fosse morto. Slowhand ha continuato spiegando che, secondo lui, Prince sia la reincarnazione di Little Richard, Jimi Hendrix e James Brown sotto la stessa figura. “Credo sia ciò di cui il mondo ha esattamente bisogno”.

L’intervista è stata resa disponibile dalla BBC attraverso il canale BBC Sounds. Inoltre, è possibile ascoltarla su Spotify. Eric Clapton ha descritto Purple Rain come il suo, personale,salvagente e come ciò di cui la musica avesse bisogno per risollevarsi da un’epoca particolarmente buia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)