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Jimi Hendrix è il miglior chitarrista del mondo?

“Jimi Hendrix ha preso uno strumento in bianco e nero e l’ha riempito di colori”.  Quello di Jimi con la chitarra era un rapporto di pura catarsi. Lo strumento diventava, per lui, un’estensione del corpo con la quale intercorreva uno scambio amoroso e passionale costante. L’uso innovativo di Feedback, distorsioni e dell’iconico Wah Wah, unito al suo modo unico di impugnare la chitarra da mancino, raccontano solo in parte la storia di una figura tanto emblematica come quella di Jimi Hendrix. Tecnicamente parlando, i fraseggi del leggendario chitarrista statunitense erano caratterizzati da un’avvezione particolare nei confronti delle scale Blues. Hendrix rigettava quasi completamente le scale pentatoniche classiche, arricchendole con virtuosismi creativi ed irreplicabili. Jimi adottava, inoltre, molto frequentemente l’utilizzo di legati e cromatismi nei suoi fraseggi.

Jimi Hendrix era una persona straordinaria. Un ribelle, un rivoluzionario anticonformista. Il suo mito venne alimentato da alcune tra le sue esibizioni che, ad oggi, rimangono impresse prepotentemente nell’immaginario collettivo per definire la figura di Rocker per eccellenza. Sarebbe impossibile non citare, infatti, la sua indimenticabile performance al Festival di Monterey del 1967; dove diede fuoco alla sua Fender Stratocaster con del liquido per accendini dopo averla distrutta contro il palco e gli amplificatori o, ancora, la sua leggendaria performance a Woodstock nella quale suonò una versione lisergica dell’inno americano simulando, inoltre, gli orrori del Vietnam. Jimi Hendrix è stato un musicista immenso. Un’anima eterna il cui lascito continuerà ad esplodere nel cuore delle generazioni future.

La tecnica di Jimi Hendrix

La tecnica di Jimi Hendrix risulta, tutt’oggi, una pietra miliare tra le più influenti nel panorama chitarristico. Dobbiamo a lui l’utilizzo costante delle tecniche di Hammer On e Pull Off, molto diffuse nella chitarra moderna. Nel primo caso, si tratta di suonare una nota senza toccare la corda, lasciando che il suono prosegua attraverso l’amplificatore. Il Pull Off, invece, consiste nel togliere il dito dalla corda mentre viene suonata. Jimi dimostrò la versatilità di queste due tecniche unite adottandole sia in fraseggi lenti dalla fattispecie melodica che in riff e assoli spinti e fortemente distorti.

L’utilizzo di forti distorsioni da parte di Jimi Hendrix, ridimensionò totalmente il modo di concepire la musica Rock dell’epoca, trasponendolo fino all’era moderna. La musica di Hendrix, in particolare dal vivo, si caratterizzava grazie ad imponenti muri del suono generati attraverso amplificatori spinti al limite uniti ad un uso massivo delle distorsioni. Rimane iconico l’utilizzo del pedale Wah Wah da parte del leggendario chitarrista. Possiamo affermare, senza remore alcuna, che il successo di questo tipo d’effetto che sfrutta, di base, un principio meccanico per il suo funzionamento, sia dovuto proprio a lui.

Ad oggi, la scena Rock e Metal moderna è ancora fortemente influenzata dalle inflessioni di matrice Hendrixiana. Un’ultima tecnica particolare di cui il leggendario chitarrista ha sempre fatto uso consisteva nel tenere la nota dominante col pollice durante i suoi assoli, in modo da ricoprire un range di suoni maggiore. Jimi Hendrix era l’unica chitarra negli Experience, adottando questa tecnica unica, il leggendario chitarrista statunitense riuscì a lanciarsi nei mirabolanti assoli per i quali è passato alla storia senza far perdere di pienezza i suoi mitici brani.

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)