La leggendaria performance di Jimi Hendrix al Monterey Pop Festival del 1967

Due cose nella vita sono certe: la morte, e il fatto che Jimi Hendrix sia stato uno dei migliori chitarristi che hanno messo piede sul suolo terrestre. Pure chi per il rock ha avuto solamente un interesse passeggero conosce la leggenda di quest’uomo. Il 18 giugno del 1967, al leggendario Monterey Pop Festival, Hendrix regalò al pubblico una delle performance più determinanti e influenti di tutti i tempi. All’evento parteciparono altre grandi personalità della musica, come Janis Joplin, gli Who e i Greatful Dead.

Monterey Pop Festival 1967: la conquista di Jimi Hendrix

L’iconica performance conquistò il mondo, le riviste musicali impazzirono per Jimi Hendrix, e nel 1986 Rolling Stone, dopo aver rivisto e riesaminato l’esibizione al Monterey Pop Festival del 1967, scrisse una recensione coi controfiocchi:

Con il grido dai colori dell’arcobaleno provenienti dalle fiamme della sua Stratocaster al Monterey Pop Festival, Jimi Hendrix annunciò drammaticamente l’arrivo di una nuova era della pace, dell’amore, e dell’ambizione spirituale. E allo stesso tempo, il musicista liberò la chitarra del rock ‘n’ roll dalla stretta dai dettami delle top 40. Il modo in cui strimpellò Purple Haze, graffiando sul prominente funk dell’intro della canzone con una distorsione dentellata, per poi pattinare dolcemente sul luccicante e crescente ritornello di The Wind Cries Mary, è stato senza precedenti nella storia dei chitarristi rock e del Monterey, senza eguali“.

La recensione continua parlando del debutto di The Jimi Hendrix Experience negli Stati Uniti, quel 18 giugno del 1967 al Monterey Pop Festival: “È ancora oggi, nel 1986 una rivelazione. Un’orgasmica esplosione di riscontri canori, agitate improvvisazioni jazz e una ricombinante chitarra R&B. Jimi risucchiò la folla nell’uragano del suo sound,trascinaò Like a Rolling Stone di Bob Dylan attraverso il blues del fango del Mississippi, attaccò la sua stessa Can You See Me con l’impazienza dell’anfetamina e, incitato dalla frenesia ritmica dei suoi compagni di band Noel Redding e Mitch Mitchell, condusse Wild Thing in un muro di rumore bianco“.

Jimi Hendrix portò un volume epico alla musica della sua performance. E, dopo la sua interpretazione di Wild Thing, versò il liquido contenuto nel suo accendino sulla sua Fender Stratocaster nera e le diede fuoco, scrivendo tra le fiamme la storia del rock ‘n’ roll.

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Rebecca Buzzetti, classe 1996. Diplomata come creatrice d'abbigliamento da donna, studentessa di giornalismo. Da sempre appassionata di musica, in particolare rock, arte, sport (soprattutto hockey), letteratura, disegno e scrittura. Persona estremamente ironica, aspirante giornalista e scrittrice. (rebecca.buzzetti@gmail.com; Instagram: @rebiush)