Brian May rivela: “Freddie Mercury era abile anche con la chitarra”

Freddie Mercury, al secolo Farrokh Bulsara, grazie al suo talento canoro e alla sua effervescente personalità è considerato uno dei più prestigiosi e popolari musicisti nella storia della musica. Lo straordinario frontman dei Queen, oltre ad essere stato un brillante cantante e un abile pianista, se la cavava piuttosto bene anche come chitarrista. A raccontarci delle sue abilità con la chitarra è stato lo stesso Brian May, storico chitarrista dei Queen.

Freddie Mercury con la chitarra era molto abile e molto poco convenzionale

“Di solito le persone pensavano a Freddie e lo associavano unicamente al piano, ma molto spesso suonava anche la chitarra. E, ad essere sincero, era molto abile e molto poco convenzionale: suonava solo le pennate all’ingiù.” Ha raccontato il chitarrista inglese durante un’intervista rilasciata per la rivista musicale Guitar World.

Brian May si è soffermato poi su uno storico brano della band “Ogre Battle”, contenuto nel secondo album in studio della band: “Queen II”. “Il bellissimo riff di Ogre Battle l’ha scritto proprio Freddie. Io effettuavo sia le pennate in su che pennate in giù, mentre lui preferiva suonare solo quelle in giù. Potete solo immaginare quanto si muovesse veloce quella sua mano destra. Era dotato di un energia unica.”

Brian May: nell’ultimo periodo non voleva suonare più alcuno strumento

Lo storico chitarrista dei Queen ha poi raccontato la storia di un altro brano scritto da Freddie Mercury verso la fine del 1979: “Crazy Little Thing Called Love”, presente nell’ottavo album della band “The Game”.

“Freddie Mercury ha suonato la chitarra ritmica in Crazy Little Thing Called Love. Avrei tanto voluto suonare insieme a lui in quel disco, era estremamente bello.” Ha dichiarato Brian May, che poi ha aggiunto: “Dopo un po’ di tempo, sfortunatamente, non voleva suonare più la chitarra e si concentrò solo sul pianoforte. Nell’ultimo periodo addirittura non voleva suonare più alcuno strumento: abbandonò perfino il piano. Voleva essere soltanto un frontman, libero di scatenarsi sul palco.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)