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Brian May: “se potessi tornare indietro consiglierei a me stesso di…”

Brian May, nato a Twickenham il 19 luglio del 1947, è uno dei chitarristi più talentuosi della storia del rock. L’ iconico musicista dei Queen non ha nulla da invidiare a qualsiasi altro artista sulla faccia della terra, se potesse tornare indietro, però, cambierebbe qualche aspetto della sua vita.

Brian May: “se potessi tornare indietro…”

Il chitarrista dei Queen, infatti, durante un’intervista per il sito The Big Issue risalente a qualche mese fa, ha analizzato alcuni aspetti della sua adolescenza. L’intervista, alla fine, si è trasformata in una sorta di lettera aperta che l’artista ha indirizzato al Brian May adolescente.

“Credo che le passioni che ho oggi siano le stesse di quando avevo 16 anni.” Inizia così la lunga e profonda confessione di Brian May. “A quell’età ero molto affascinato dal mondo della musica e dall’universo: avevo un forte desiderio di esplorarlo. Provavo inoltre un forte sentimento verso gli animali e avevo la sensazione che non ci stessimo comportando nel migliore dei modi con queste creature.”

Il chitarrista, inoltre, ha confessato che se potesse tornare indietro darebbe un prezioso consiglio al piccolo Brian May: “Direi al piccolo Brian sedicenne di essere più coraggioso e di credere di più nelle sue capacità. Sai, quando sei giovane molte persone tentano di buttarti giù, di farti crollare. Quando ero piccolo ero completamente privo di autostima: non ho mai avuto una buona percezione del mio aspetto. Ero alto, magro, goffo e mi sentivo sempre osservato.”

I ricordi del chitarrista dei Queen

Continuando l’intervista, May ha aggiunto:Un altro grande problema fu quello di frequentare una scuola per soli maschi. Separare i ragazzi dalle ragazze era una scelta terribile: credo abbia segnato radicalmente ognuno di noi. Non ci hanno permesso di relazionarci con il sesso opposto. E, alla fine, credo che uno dei motivi per cui sono diventato un artista rock fu proprio quello.

Quando una volta andai ad un ballo scolastico, infatti, ricordo che c’era una band che suonava e alcuni ragazzi chiedevano alle ragazze di ballare. Io, ad esempio, ero così timido che non avrei mai fatto una cosa del genere. Pensai, quindi, che se fossi diventato musicista e fossi salito io su quel palco non avrei avuto di questi problemi. E, nell’esatto momento in cui ho incontrato Freddie, capii che il mio futuro stava iniziando a delinearsi, ma ero sicuro che quel percorso fosse già tracciato dentro di me. Freddie Mercury era estremamente convinto che sarebbe diventato famoso, non ha mai avuto dubbi al riguardo. Condividevamo la stessa passione e, col tempo, questa energia crebbe sempre di più, fino a tramutarsi in qualcosa di veramente grande.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)