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13 maggio 1985: I Dire Straits pubblicano “Brothers in arms”, brano che li renderà immortali

I Dire Straits sono stati una band fondamentale per la storia della musica rock. Famosi per la grande varietà musicale delle loro canzoni, le quali passano dal rock progressivo, al blues, al folk, al jazz. Alla fine degli anni ’70, quando la band si formò, il panorama musicale era dominato dal glamour e dalla disco ed i Dire Straits hanno avuto il merito di distinguersi con nuove influenze. Famosissimo è il frontman Mark Knopfler, considerato uno dei migliori chitarristi. L’album più importante della band è considerato Brother in arms, la cui omonima canzone è una delle loro più famose.

Brothers in arms, il disco

L’album è il quinto della band ed è uno dei più venduti della storia della musica. Si distingue per essere stato uno dei primi album stampati in compact disc con registrazione digitale e non solo su vinile. La decisione di passare alla registrazione digitale è provocata dalla costante ricerca di Knopfler di una migliore qualità del suono. Come riporta la rivista Sound on Sound, il produttore Neil Dorfsman disse:”Una delle cose che ho totalmente rispettato di lui, era il suo interesse per la tecnologia come mezzo per migliorare la sua musica. Era sempre disposto a spendere in attrezzature di alta qualità“. Il disco si può definire blues rock e presenta moltissime parti di sassofono.

Tra rock, blues e jazz

Vi è anche un forte legame con il jazz. Sempre secondo quanto dice Dorfsman, l’esibizione dell’allora batterista permanente Terry Williams era considerata inadatta al suono desiderato dell’album e Williams fu sostituito durante il primo mese di registrazione dal batterista Omar Hakim, che è appunto batterista jazz. Nonostante abbia fatto la storia, questo album fu inizialmente criticato dalla stampa inglese. Su NME comparve una dura recensione di Mat Snow, che criticò “l’autocommiserazione sdolcinata di Knopfler, la sua appropriazione lugubremente sdegnosa del rockin ‘ Americana, i suoi tentativi incredibilmente grossolani di arguzia”. Negli USA fu invece apprezzatissimo.

Brother in arms, la canzone

La title-track dell’album divenne uno dei singoli più apprezzati dei Dire Straits. Il brano ha un significato particolare: si ispira alla Guerra delle Falkland. La guerra fu combattuta tra aprile e giugno 1982 tra Argentina e Regno Unito per il controllo e il possesso delle isole Falkland e della Georgia del Sud e Isole Sandwich Australi. All’epoca naturalmente tale conflitto era recente e quindi la canzone assume un’importanza anche maggiore.

“Through these fields of destruction
Baptisms of fire
I’ve witnessed your suffering
As the battle raged high
And though they did hurt me so bad
In the fear and alarm
You did not desert me
My brothers in arms”.

Il testo è semplice nella sua tenerezza, quella dolcezza che è stata criticata ne costituisce effettivamente il più grande pregio. Mark Knopfler ha spiegato che la canzone è cantata da un soldato che sta morendo sul campo di battaglia. Viene citata moltissime volte come canzone contro la guerra e che mette in evidenza le conseguenze destabilizzanti che la guerra ha prima di tutto sui “fratelli” che combattono. Viene ripubblicato nel 2007 come edizione speciale per commemorare il venticinquesimo anniversario del conflitto e raccogliere fondi per i veterani con disturbo post traumatico da stress .

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Laureata in lettere moderne e laureanda in Filologia moderna. Siciliana doc, scrittrice, ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.