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Bruce Springsteen: Ecco perché The River si chiama così

L’apporto di Bruce Springsteen sul panorama musicale contemporaneo è profondissimo. La sua opera, spicca per lirismo e caratura compositiva. Chitarre ruggenti e vasti ensemble strumentali hanno sempre collimato alla perfezione nei brani del Boss del Rock che, ad oggi, rappresentano pietre miliari dallo splendore più unico che raro nella cultura musicale contemporanea. Sin dai suoi esordi, Bruce Springsteen raccolse i plausi di pubblico e critica, attraverso commistioni sonore ricercate e testi dal significato profondo. Non a caso, il Boss continua ad essere uno degli artisti più amati di tutti i tempi.

Per quanto immensa la sua figura possa essere, Bruce Springsteen è rimasto impresso nell’immaginario collettivo come una sorta di poeta della porta accanto. Un artista iconico, tanto affezionato alle radici quanto, da sempre, proiettato verso futuri ottimisti. Sono innumerevoli, ormai, le occasioni in cui il Boss ha dimostrato un’umanità impressionante, raccogliendo l’ammirazione di milioni di persone in tutto il mondo. Il suo quinto album, The River, pubblicato il 17 agosto del 1980, rappresenta una delle gemme più preziose nella sua formidabile discografia. In quest’articolo, scopriremo le origini del disco di Bruce Springsteen ed il motivo per il quale abbia scelto di chiamarlo The River.

Bruce Springsteen racconta l’amore in The River

Quando The River era in fase di lavorazione, il Boss aveva già raccolto un’ottima dose di consensi; raccogliendo sotto la propria ala un numero di fan cospicuo. In poche parole, Bruce Springsteen era già stato consacrato allo status di Working Class Hero. Gli stimoli dovuti dalle condizioni positive in cui Springsteen verteva all’epoca, lo portarono ad affrontare un impeto creativo strabiliante, dal quale scaturì un esperimento tanto ambizioso quanto efficace; un doppio album da 20 canzoni.

L’ammirazione che ne conseguì fu praticamente unanime. The River di Bruce Springsteen raccontava una storia, al pari di un libro, accompagnata da melodie eclettiche, che facevano da sfondo a testi liberi; fiumi di parole che scorrevano copiose, rimanendo impresse nel cuore e nella mente di chiunque sin dal primo ascolto e; soprattutto, trattanti tematiche mature.

The River è un disco per tutti, un album da ascoltare tutto d’un fiato, durante un lungo viaggio, alla ricerca di sé stessi e del significato dell’amore, cinico e passionale. Il disco, ricco di metafore sul senso della vita, attraversa diversi stadi, oscillando tra acustico ed elettrico senza mai essere stucchevole. L’apporto della leggendaria E Street Band è profondo, tanto quanto quello della penna di Bruce Springsteen.

A chi è dedicata la title track?

Mentre il titolo dell’album, è sinonimo di straripante espressività, la straordinaria title track è stata dedicata alla sorella del Boss, Ginny che, nel corso di un’intervista rilasciata al biografo Peter Ames Carlin ed inclusa nel libro dedicato al Boss, intitolato Bruce, pubblicato nel 2012, ha rivelato che, il brano esplichi nel dettaglio i suoi primi anni di matrimonio con suo marito Mickey; con cui, a tutt’oggi, condivide il tetto coniugale. Nella biografia che Bruce Springsteen ha rilasciato nel 2016, il cantautore ha confermato quanto detto nella pubblicazione precedente, spiegando che The River voglia osservare un tributo a sua sorella e a suo cognato.

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)