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Bruce Springsteen ha dedicato una canzone a George Floyd

Bruce Springsteen è una di quelle rock stars che spesso si è espresso dal punto di vista politico e sociale, sia con le sue canzoni, sia con le proprie dichiarazioni. The Boss per esempio si era esposto durante la corsa alla presidenza alla Casa Bianca, poi vinta da Trump e in questo periodo di protesta a seguito della morte di George Floyd non si è tirato indietro. In questi giorni in molti hanno partecipato alla campagna Black Lives Matter e Bruce ha deciso di farlo durante una diretta radiofonica.

Bruce Springsteen dedica “American Skin (41 shot)” a George Floyd

Il brano che il Boss ha deciso di dedicare a Floyd nel corso del suo programma radiofonico, chiamato “Bruce Springsteen: From His House To Yours”, è stato “American Skin (41 shot)”. Questa canzone era stata scritta successivamente ad un fatto che ricorda quello che più recentemente ha scatenato le proteste di una buona parte della popolazione statunitense, ossia la morte di Amadou Diallo, immigrato guineano, il quale perse la vita a seguito di uno scontro con la polizia di New York.

Bruce Springteen: “Dura otto minuti, il tempo che George ha resistito”

Per introdurre il pezzo Bruce Springsteen ha dichiarato: “Questo brano dura quasi otto minuti. Otto minuti, ossia il tempo che George Floyd è riuscito a resistere prima di perdere la vita a causa del ginocchio di un poliziotto di Minneapolis che aveva piantato nel collo. Sono molto tempo, nel quale George ha invocato soccorso, non riuscendo a respirare. In risposta il poliziotto non ha smesso di schiacciare. Il cuore di George ha smesso di battere, ma lui continua ancora… riposi in pace.”.

“Continuiamo a vivere perseguitati”

Durante la trasmissione Bruce ha fatto ascoltare varie canzoni, la più recente è stata “Murder Most Foul” di Bob Dylan, pubblicata pochi mesi fa. Quest’ultima canzone parlava dell’omicidio Kennedy, un altro assassinio che sconvolse gli Stati Uniti e che ancora oggi è ricordato come una degli atti più nefandi che abbiano mai colpito la nazione. Bruce ha inoltre dichiarato: Continuiamo a venire perseguitati, generazione dopo generazione, dal nostro peccato originale, ossia la schiavitù. E’ questo il più grande problema rimasto irrisolto all’interno della società americana, ed il peso del fardello aumenta sempre di più. E dopo gli ultimi atti violenti, tutto ciò pare non avere fine.”.

“La pace non può durare senza dare la giustizia dovuta a tutti gli americani”

Prima di concludere il programma il Boss ha fatto ascoltare il discorso di Martin Luther King datato 1963. “Non ci siamo presi cura di casa nostra in una maniera corretta” ha dichiarato “La pace non può durare senza dare la giustizia dovuta a tutti gli americani, senza distinzioni di alcun genere: di colore, di razza o di religione. Necessitiamo di cambiamenti sistemici nelle nostre forze dell’ordine e della volontà politica del paese. Mentre noi siamo qui a fare salotto” ha aggiunto “40 milioni di persone sono disoccupate e più di 100000 persona sono morte per Covid-19. La risposta della Casa Bianca è stata tiepida.”

Bruce Springsteen: “la storia americana è nelle nostre mani”

Le parole conclusive di Bruce Springsteen sono state: “Possiamo scegliere tra caos o comunità, risvegliarci da un punto di vista spirituale, morale e democratico o divenire una nazione perduta per non aver affrontato i propri punti deboli. La storia americana, la nostra storia, è nelle nostre mani. Dio vi benedica, state al sicuro ed in salute, siate forti, fino al nostro prossimo incontro impegnatevi e vivete in pace.”.

 

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com