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Quando una canzone su Andy Warhol ispirò John Frusciante

John Frusciante è considerato da molti un grandissimo artista ed è amatissimo come chitarrista, non solo dai fan dei Red Hot Chili Peppers, anche se naturalmente la sua presenza nella band è ciò che gli ha dato maggiore popolarità. John Frusciante è un grande autore di canzoni, polistrumentista dalla spiccata fantasia che ha mostrato varie influenze nelle sue composizioni. C’è una canzone composta da lui che trae ispirazione da un brano su Andy Warhol. 

Under the bridge

La canzone in questione è un singolo dei Red Hot Chili Peppers pubblicato il 10 marzo 1992 come secondo estratto dal quinto album in studio della band, Blood Sugar Sex Magik. Si tratta di uno dei brani più famosi di questo gruppo. Anthony Kiedis, il cantante dei Red Hot Chili Peppers ha spiegato di aver scritto il testo pensando alla sua solitudine. Vi è anche un riferimento all’uso di stupefacenti, che peraltro troviamo spesso nelle canzoni del gruppo musicale. Paradossalmente, Kiedis si sentiva male proprio perché non faceva uso di droghe, si sentiva come allontanato dal resto del gruppo e per questo solo. Questa sua forte sensazione lo portò a comporre questo testo anche con diversi riferimenti alla città di Los Angeles, probabilmente la sua unica compagnia in un certo senso, il “place I love” a cui probabilmente si riferisce. La canzone mostra quindi una profonda solitudine che possiamo notare fin dall’incipit del testo.

Sometimes I feel like I don’t have a partner
Sometimes I feel like my only friend
Is the city I live in, the city of angels
Lonely as I am, together we cry
I drive on her streets ’cause she’s my companion
I walk through her hills ’cause she knows who I am
She sees my good deeds and she kisses me windy
Well, I never worry, now that is a lie.

Andy Warhol di David Bowie

John Frusciante curò invece la musica insieme con Flea. Ha spiegato che l’idea dell’intro gli venne ispirandosi a Andy Warhol, un brano di David Bowie pubblicato come ottava traccia dell’album Hunky Dory del 1971.

Il grande interesse di David Bowie per l’arte non è sicuramente un mistero. Il Duca Bianco è stato anche un grande pittore. Così non stupisce che abbia dedicato a Andy Warhol un brano rivoluzionario, in cui spiega la sua grandezza inserendolo in vari contesti. La canzone ha avuto successo anche grazie alle varie cover di cui è stata protagonista. Questa ispirazione interessante che ha fornito a John Frusciante le dà solo un altro tra i tanti meriti che già ha.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.