gtag('config', 'UA-102787715-1');

Red Hot Chili Peppers, ecco quale è l’album che ha cambiato la vita di John Frusciante

Quale è l’album che ha salvato la vita di John Frusciante, chitarrista a più riprese dei Red Hot Chili Peppers? Andiamo con ordine e partiamo dal chitarrista stesso. John Frusciante potrebbe essere davvero uno dei chitarristi più sottovalutati di tutti i tempi. Il suo lavoro con i Red Hot Chili Peppers è stato spesso trascurato grazie al successo commerciale pazzesco del gruppo, ma non è stato tutto rosa e fiori, anzi. Come ogni musicista, anche Frusciante ha avuto i suoi momenti di crisi, soprattutto all’inizio, a causa della sua tossicodipendenza.

La tossicodipendenza di John Frusciante

Durante la metà degli anni ’90, mentre la tossicodipendenza di Frusciante cresceva vertiginosamente e il suo posto nella band veniva meno, il chitarrista si sentiva spaesato. Stava male, non era in sé ma le sue capacità di musicista non lo abbandonavano. Era comunque un musicista bravo, creativo e capace. C’è stato un album e la grande semplicità di un disco in particolare che è riuscito, nel bel mezzo dei suoi tempi bui, a farlo muovere verso la luce. Grazie a quel disco lui è riuscito a guarire, piano piano, almeno a iniziare a star meglio. Ma allora quale è l’album che ha salvato la vita di John Frusciante?

Il tributo ai Joy Division

Parlando con la rivista Vinyl Writers, Frusciante ha parlato del potere dell’iconico album dei Joy Divison Unknown Pleasures. Quel disco per lui è stato fondamentale, grazie a quell’album il nostro è riuscito a tenere la testa fuori dall’acqua e a sopravvivere. Sappiamo che il potere della musica non finisce mai e ci sono sempre dei modi per stare meglio e per trovare l’ispirazione musicale che sembrava essere dimenticata. Il chitarrista ha detto: “Non sono una persona che rimpiange le cose, ma non c’è niente da addolcire: la fase della mia vita che ho attraversato a metà degli anni ’90 dopo aver lasciato i Red Hot Chili Peppers non dovrebbe essere un’ispirazione per nessuno”.

La semplicità dei Joy Division e dei Depeche Mode

Frusciante ha ammesso quanto fosse fortunato a essere ancora vivo. Dopo il primo addio dalla band di Flea e Anthony Kiedis Frusciante stava davvero male. Ha detto: “la musica aveva solamente una importanza passiva per me come ascoltatore. Allora, ho suonato la musica di due generi diversi per molto tempo e fino ad oggi sono l’unica vera costante nella mia vita musicale: i Depeche Mode e i Joy Division. Non tanto perché la loro musica oscura si adattava così bene al mio mood triste, ma per il loro senso della semplicità. Unknown Pleasures non è un album virtuoso. Bernard Sumner di sicuro non era Hendrix o Zappa alla chitarra, anche in seguito con i New Order”.

Come ritornare John Frusciante

I Joy Division per lui son stati fondamentali insomma. Ha dichiarato: “Unknown Pleasures crea un impatto enorme con i semplici elementi e l’album beneficia dei suoi difetti. Questa è vera arte e una prospettiva impagabile: il risultato può essere molto più grande della posta in gioco”. Da lì Frusciante ha re-imparato a suonare la chitarra.

Share

Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.