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5 canzoni che le Rock Band rifiutano di suonare dal vivo

Ognuno di noi ha sperimentato, almeno una volta, quella sensazione di stanchezza causata da una canzone. Un brano, qualsiasi sia il genere al quale appartenga, può apparire così coinvolgente al primo ascolto da affermarsi come la colonna sonora delle nostre giornate in men che non si dica; quando ne si ha abbastanza, però, la sensazione che ne consegue può risultare particolarmente fastidiosa. Il nostro cervello non interagisce più allo stesso modo, non rilasciando la medesima dose di endorfine secrete nelle prime volte in cui l’abbiamo ascoltata.

La sovraesposizione causa questo tipo di rigetto, divenendo una sorta di male incurabile per la musica. Quando le canzoni ci diventano troppo familiari, non riusciamo ad apprezzarle per quanto valgono realmente. Dal Pop al Rock, passando per il Metal e la musica d’avanguardia, anche gli artisti subiscono questa forma di rifiuto nei confronti delle loro stesse canzoni, spesso, scegliendo di eliminarle dalle loro scalette dal vivo. Le Band; in particolare i grandi nomi del Rock, hanno spesso dato prova di quanto potesse essere estenuante riproporre in live la stessa canzone; spesso innescando spiacevoli episodi con il pubblico stesso.

In ogni caso, gran parte dei grandi artisti e delle Rock Star che hanno fatto la storia della musica, stringono i denti e continuano a suonare queste canzoni dal vivo, talvolta, fino allo stremo. In questa classifica, abbiamo deciso di raccogliere alcune canzoni Rock che le band rifiutano di suonare dal vivo, per i motivi sopracitati.

 5) Green Day – Panic Song

Dopo il grande successo di Dookie, i Green Day scolpirono il proprio nome nell’annovero delle grandi Rock Band, con Insomniac. Un disco che contribuì profondamente allo slancio dei Green Day verso le stelle e, da cui è tratta Panic Song. Si tratta di un brano particolarmente articolato, seppur pienamente Punk, che tratta tematiche come la fragilità psico-emotiva e gli attacchi di panico. La canzone, si apre con una lunga intro di Mike Dirnt al basso che, nel complesso, arricchisce l’esperienza immersiva dell’ascoltatore.

Sebbene i fan dei Green Day siano particolarmente affezionati al brano in questione, la band ha eseguito Panic Song una sola volta dal vivo, in Francia, nel 2012. Billie Joe Armstrong dichiarò, rispondendo ad un commento di un fan su Instagram che gli chiedeva come mai non la suonassero più spesso, di essere troppo pigro per farlo e che la canzone fosse troppo difficile da eseguire in live.

4) AC/DC – It’s A Long Way To The Top (If You Wanna Rock ‘n’ Roll)

Il famosissimo brano incentrato sulle vicissitudini che si incontrano lungo il tortuoso cammino verso il successo nel mondo del Rock N’Roll rappresenta l’epitome del periodo degli AC/DC insieme a Bon Scott. Si tratta di una delle canzoni più famose della band; proveniente dal loro secondo album T.N.T, del 1965. Nonostante la sovraesposizione sia un problema che colpisce i musicisti in ampia scala, il motivo per il quale, la Rock Band australiana si rifiuti di suonare It’s A Long Way To The Top dal vivo, affonda le radici nel profondo rispetto che, ancora oggi, riservano nei confronti del compianto amico e collega. Brian Johnson, infatti, ha scelto di non proporre mai il brano dal vivo poiché, per lui, quello è il simbolo del duro lavoro di Bon Scott accanto alla band.

3) Paramore – Misery Business

Nel 2018, i Paramore smisero di suonare dal vivo il loro più grande classico. Misery Business si è affermata prepotentemente nell’immaginario collettivo e, anche gli ascoltatori meno assidui della band, la ricordano con estrema facilità. Hayley Williams ha spiegato a più riprese di non aver intenzione di riproporre la canzone dal vivo poiché appartenesse al passato, vista la crescita artistica subita da lei e dal gruppo.

2) R.E.M. – Shiny Happy People

Shiny Happy People è stato il secondo singolo estratto dall’album Out Of Time dei R.E.M. Il brano, rappresenta il tentativo di Michael Stipe di denunciare un massacro avvenuto in Cina nel 1989, travisando le parole di una campagna di propaganda politica adottata appena dopo gli accaduti dal governo cinese. Il frontman dei R.E.M. scrisse la canzone con intenti goliardici, ai fini della sensibilizzazione di massa. Il messaggio della band, però, non venne accolto come i suoi membri speravano e, molti, maturarono una vera e propria ossessione nei confronti del brano reputato, sin dal principio, come il più stupido, dai membri del gruppo. Stipe la definì come una canzone per bambini, stucchevole e sdolcinata. La band la suonò dal vivo solo due volte, nel 1991, prima di dirle addio.

1) Arctic Monkeys – The Bad Thing

Il secondo album degli Arctic Monkeys sancì il loro definitivo ingresso nella leggenda. Favourite Worst Nightmare presenta alcune delle tracce più amate dal vasto pubblico della band; tra cui, The Bad Thing. Il frontman della band, Alex Turner, ha più volte dichiarato di non voler suonare la canzone dal vivo siccome trova difficile eseguire alcuni dei brani appartenenti ai primi album degli Arctic Monkeys.

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)