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Charles Manson: quella volta che provò a fare musica… ma fallì miseramente

Oggi vogliamo soffermarci su una delle figure più complesse della storia della musica e non solo. Vogliamo parlarvi, infatti, della storia di un uomo, di un criminale e di un rockstar fallita: Charles Milles Manson.

L’infanzia difficile di Charles Manson

Charles Manson, nato a Cincinnati il 12 novembre del 1934, è stato uno dei criminali più famosi della storia degli Stati Uniti. Morto all’età di 83 anni dopo aver trascorso ben 48 anni della sua vita in galera, Manson oltre ad aver commissionato una serie di omicidi, ha tentato anche la strada della rockstar, ottenendo però pessimi risultati.

La madre, Kathleen Maddox, era una prostituta e diede alla luce Charles quando aveva appena 16 anni. Il padre era invece un certo Colonnello William Mason, da cui ovviamente Charles prese il cognome. Nonostante la nascita del figlio, Kathleen continuò con la sua vita irregolare, compiendo tra l’altro piccolo reati che le costarono la carcerazione per qualche anno. Dopo aver passato qualche anno da alcuni zii nel West Virginia, Charles Manson fu affidato definitivamente ad un istituto per l’infanzia nell’Indiana.

Non passò molto tempo prima che Manson scappò dal centro d’infanzia, cominciando a compiere i primi crimini: furti d’auto, rapine e reati minori che, alla fine, gli costarono qualche settimana di detenzione nell’istituto di correzione a Indianapolis. Dopo un altro paio di crimini Manson, appena sedicenne, fu rinchiuso in un altro riformatorio e, dopo essere scappato anche da qui, compì il suo primo reato federale trasportando oltre il confine degli Stati Uniti un automobile rubata. E, ovviamente, ciò gli costò la detenzione in una serie di riformatori.

Il tentativo fallito di diventare una star del rock

Rilasciato su cauzione nel 1967, il criminale di Cincinnati iniziò ad appassionarsi alla musica, sfruttando tra l’altro le qualità musicali studiate in prigione. Grandissimo appassionato dei Beatles, Manson si trasferì a San Francisco e iniziò a reclutare una serie di giovani, soprattutto donne, nella sua cosiddetta ”Family “(il gruppo di giovani accusato dell’omicidio di Sharon Tate, di quattro altro ospiti e tanti altri delitti, tutti commissionati da Charles Manson.)

In quegli anni, grazie ad una rete di conoscenze, Manson entrò in contatto con il batterista dei Beach Boys, Dennis Wilson. Il più grande sogno del criminale statunitense, in realtà, era quello di diventare una rockstar al pari dei suoi tanto amati idoli. L’unica soddisfazione ricevuta, però, fu semplicemente una canzone, Cease to Exist, realizzata insieme a Wilson ed inserita nell’album dei Beach Boys del 1969 “20/20” sotto il nome di “Never Learn Not to Love”. Il resto è ormai storia.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)