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Chester Bennington, parla il padre Lee: “non riesco più ad ascoltare le canzoni di mio figlio”

Chester Bennington, nato a Phoenix il 20 marzo del 1976, è stato uno dei più grandi frontman che la storia del rock abbia mai conosciuto. Iconico vocalist dei Linkin Park e musicista di fama mondiale, Bennington ha scritto pagine importanti della storia della musica e la sua morte, avvenuta il 20 luglio del 2017, ha lasciato un vuoto incolmabile nei cuori di milioni e milioni di fan. L’ultimo a tornare sul’incredibile lavoro svolto da Chester Bennington e sulla sua morte improvvisa è stato proprio suo padre: Lee Bennington.

L’infanzia traumatica del frontman dei Linkin Park

Chester Bennington, iconico frontman e figura chiave degli anni novanta, era figlio di un’infermiera e di un poliziotto: Lee Bennington, appunto. Dopo il divorzio dei genitori il piccolo Chester scelse di vivere insieme al padre e a suo fratello maggiore che, sin da bambino, lo indirizzò verso il mondo della musica. Chester non ebbe un’infanzia particolarmente facile: fu molestato sessualmente quando ero ancora un ragazzini e si avvicinò più spesso ad alcune sostante come LSD, oppio, eroina e metanfetamina. Nonostante le difficoltà, Bennington ha sempre avuto una grande passione per la musica e, stando alle parole del padre, il suo era un vero e proprio dono naturale:

“Mio figlio Chester non solo aveva una bellissima voce, ma aveva anche una serie infinita di qualità: era un corridore fenomenale, avrebbe potuto benissimo diventare un campione della pista.” Ha rivelato il padre di Chester, Lee Bennington, aggiungendo: “Lo sapevate che aveva anche una notevole memoria fotografica? Quando frequentava il liceo, poi, vinse il primo premio in una gara di canto: all’epoca viveva con la madre, quindi non ci sentivamo spesso. Ad ogni modo so che aveva una piccola rock band e, poco dopo, incontrò Sean Dowdell.” 

Insieme a Sean, infatti, Chester Bennington formò i cosiddetti “Grey Daze“: la sua prima vera rock band. Alla formazione, poi, si aggiunsero anche Jason Barnes e Jonathan Krause nei ruoli di chitarrista e bassista.

Le rivelazioni del padre di Chester Bennington

“Quando ho sentito mio figlio urlare per la prima volta in assoluto -ha aggiunto Lee- gli ho detto: ‘come puoi pensare di mantenere la tua voce se canti così?’ Lui mi rispose che non dovevo preoccuparvi, che si stava allenando per non stressare la voce. I suoi Grey Daze hanno suonato praticamente in tutti i pub di Phoenix, con ha loro ha iniziato a muovere i veri e primi passi verso la musica.”

E, nonostante abbia avuto un’infanzia traumatica e parecchio difficile, Chester Bennington è sempre stato di buon umore: “Aveva sempre il sorriso sulle labbra -aggiunge Lee Bennington- Amava divertirsi e fare il clown, non è mai stato un ragazzo cupo. Ora non ascolto più la sua musica, non ascolto più i Linkin Park o i Grey Daze. Da quando se n’è andato non ascolto più la sua musica o il rock in generale, non ce la faccio.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)