Chi ha ucciso John Lennon: la storia di Mark David Chapman

John Lennon, un idolo generazionale

Molto spesso, nell’ambito della musica rock, si va ben oltre quelle che sono le canzoni e le discografie di una band o di un artista. Quando parliamo dei Beatles ci riferiamo sempre a dei veri e propri innovatori. Non nel senso stretto musicale, quanto più nell’ampio concetto di una generazione; i Beatles sono stati in grado di piantare le basi per tutto ciò che c’è stato dopo, a partire dai pochi esempi che avevano potuto osservare. Il manifesto di una vera e propria cultura in via di sviluppo. Con loro, certamente il loro leader, John Lennon, è stato un idolo generazionale. In grado di appassionare e non solo: oggi parliamo della storia del suo assassinio e di chi ha ucciso John Lennon. Una storia che, benchè sia tragedia, ancora oggi affascina migliaia di amanti del rock.

Chi ha ucciso John Lennon: la storia di Chapman

Mark David Chapman, è questo il nome dell’assassino di John Lennon che, l’8 dicembre del 1980, sparò con cinque colpi di pistola l’ex leader dei Beatles. Chapman è noto per essere un criminale statunitense, ma la sua vita è sempre stata turbolenta e nel segno delle difficoltà. Lo statunitense era guardia giurata a Honululu, quando iniziò il suo difficile periodo, che lo portò ad avere manifesti segni di disturbo mentale. Fu prima tossicodipendente, poi ricoverato in un ospedale per malati mentali.

John Lennon divenne un suo idolo col tempo, prima che si trasformasse in una vera e propria ossessione. Prima della passione per il Beatle, però, c’era quella per Holden Caulfield, il protagonista de Il Giovane Holden (il celebre romanzo di Salinger). Così come Holden, volle vivere secondo una tendenza antisociale e anticonformistica: forse anche per questo si appassionò ai Beatles, che sembravano essere rivoluzionari, al tempo. La sua passione divenne ossessione e John Lennon non era più soltanto il suo idolo. Chapman sposò anche una donna giapponese – Gloria Hiroko Abe – che gli ricordava Yoko Ono. Ma, all’improvviso, avvenne ciò che scatenò la furia di chi ha ucciso John Lennon. Mark David Chapman iniziò a pensare che John Lennon era stato un traditore degli ideali, e si convinse che ucciderlo era una missione.

Per capire fino a fondo la personalità di chi ha ucciso John Lennon basti riportare le sue parole, dopo le tre ore di fermo che ci furono quando John Lennon fu ucciso: «Sono sicuro che una grossa parte di me sia Holden Caulfield, che è il protagonista del libro. Una piccola parte di me deve essere il diavolo»

L’assassinio di John Lennon

Quanto all’assassinio di John Lennon, fatto che sicuramente molti conosceranno in tutti i dettagli, ribadiamo che – nonostante sia un qualcosa di tragico – è, a tratti, anche affascinante. Affascinante perchè la dinamica dell’omicidio e di ciò che è accaduto successivamente fa rabbrividire; perchè da una parte c’era la vittima, dall’altra il suo che leggeva tranquillamente, impassabile. Era l’8 dicembre del 1980 quando, Mark David Chapman, attese fuori la residenza di John Lennon (The Dakota Building, a New York) per farsi firmare un autografo. Il momento fu immortalato anche in uno scatto da Paul Goresh.

Chapman attese altre quattro ore che John Lennon e Yoko Ono tornassero, nello stesso posto. Quando i due furono di ritorno, lo statunitense chiamò Lennon dicendogli “Ehi, Mr. Lennon”. Ciò che accadde dopo lo conosciamo tutti: furono sparati cinque colpi, di cui quattro colpirono John Lennon (uno gli trapassò l’aorta). Il leader dei Beatles ebbe il tempo solo di affermare “I was shot” (mi hanno sparato) prima di cadere al suolo. Chapman aveva con sè una copia de Il Giovane Holden, che iniziò a leggere prima dell’arrivo della polizia. Fu freddo e impassibile quando gli fu chiesto che cos’avesse fatto. “Sì, ho appena sparato a John Lennon”, disse.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.