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Chuck Berry: Tutti i segreti di Johnny B Goode

Il brano venne scritto da Chuck Berry quando era in tour a New Orleans, nel 1958. Secondo la versione ufficiale degli eventi fornita da Berry Stesso, Johnny B. Goode è una canzone autobiografica. Un giovane di bassa estrazione sociale; la cui storia affonda le radici nel Profondo Sud degli Stati Uniti; senza un’istruzione adeguata e con poche aspettative; il giovane padroneggia l’arte della chitarra elettrica e diventa il leader di una famosa band.

Il senno di poi, fornisce, in realtà, un paradigma diverso dalle declamazioni dell’autore; infatti, Chuck Berry non proveniva dal Profondo Sud. Il chitarrista crebbe a Saint Louise e visse a Goode Street. Berry ,risiedeva in una cittadina cosmopolita del Midwest con una tradizione musicale particolarmente ricca. Inoltre, Berry ricevette un buon livello d’ istruzione; diplomandosi ad un istituto professionale per parrucchieri.

Sembrerebbe che, inizialmente, la canzone fosse stata dedicata al famoso pianista Johnnie Johnson che, insieme a Berry; costruì l’inconfondibile suono che ha consacrato l’artista alla storia. A 50 anni dall’uscita della canzone; Johnson ha citato in giudizio Chuck Berry, contendendo di aver collaborato alla composizione della maggior parte delle hit del chitarrista, senza percepirne i dovuti proventi. In ogni caso, il contenzioso è finito in prescrizione e, al di la delle inesattezze “romanzate”, possiamo sicuramente affermare, che Chuck Berry fosse esattamente come il protagonista di Johnny B. Goode.

 La storia del capolavoro di Chuck Berry

Tempo fa, il Rock N’Roll rappresentava il lasciapassare dei giovani dei ceppi più disastrati per evadere dalle realtà povere in cui la società li aveva relegati; costruendosi un futuro attraverso la musica. La straordinaria potenza espressiva del Rock N’Roll affonda le radici in un’epoca antecedente alla mania psichedelica della seconda metà degli anni ’60 o all’idolatria sfegatata di gruppi come i Beatles. Johnny B. Goode è un artefatto di quel movimento culturale che ha potuto salvare centinaia di giovani, spalancando finestre assolate sul loro cammino.

Johnny B. Goode funge da rappresentazione pedissequa del sogno Americano trasposto in musica. Un giovane che, con la sua chitarra, una buona dose di furbizia e il suo innato talento, unito alla devozione che ripone nello strumento, riesce ad ergersi dal basso; imponendosi su un’industria spietata come quella musicale.

Johnny B. Goode venne prodotta da Leonard e Phil Chess, fondatori della celeberrima Chess Records di Chicago. Chuck Berry fece la loro conoscenza attraverso l’intercessione della leggenda del Blues, Muddy Waters che, secondo le apocrife dicerie, era impegnato a tinteggiare i muri dello studio mentre un giovanissimo Mick Jagger fece capolino per una visita.

In ogni caso, sebbene non abbia mai raggiunto vette più alte dell’ottava posizione nelle classifiche statunitensi; Johnny B. Goode le occupò per ben quindici settimane. I nastri originali sulle quali la traccia è incisa, sono stati spediti nello spazio; racchiusi in una capsula del tempo per dare testimonianza ad ipotetiche comunità extraterrestri del grado di civilizzazione della cultura umana.

Le controversie contro cui il brano si oppose

Come detto, Johnny B. Goode fu incisa nel 1958. Chuck Berry fu accompagnato da una band che includeva personalità di spicco del panorama dell’epoca, come il bassista Willie Dixon, autore di classici come Spoonful e Back Door Man. Ad oggi, essere al corrente del fatto che Berry si sia servito dell’aiuto di luminari della musica per l’esecuzione delle sue hit di maggior successo, appare particolarmente ironico.

Visto il fatto che; il chitarrista fosse solere assumere band più o meno sconosciute per farsi affiancare sul palco, in modo da risparmiare sulla paga dei musicisti. Tra gli artisti ingaggiati da Chuck Berry in occasione dei suoi live, figura un giovanissimo Bruce Springsteen. Il boss ricordò, tempo dopo, quanto fosse stato, per lui, difficile accompagnare Berry alla chitarra, vista la mancanza di prove prima delle esibizioni e dei repentini cambi d’accordi del chitarrista.

Johnny B. Goode venne rilasciata nel bel mezzo del secondo mandato del presidente Dwight Eisenhower, quando le comunità più conservatrici del Sud degli Stati Uniti non vedevano ancora di buon occhio gli afroamericani; quindi, per ovvi motivi di marketing, Chuck Berry si vide costretto a cambiare un verso del testo originale del brano da, “little coloured boy”, che in italiano sta per “ragazzino di colore” a “little country boy”, “ragazzino di campagna”. Nonostante le controversie di natura razziale, Chuck Berry ha funto da capostipite per la cultura Pop internazionale, ridimensionando i paradigmi concettuali che si ergevano alla base della composizione delle hit da discoteca dell’epoca.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)