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Cinque album Rock sottovalutati degli anni ’90

Gli anni ’90 sono stati uno dei periodi più ferventi nella storia della musica contemporanea. Con l’ascesa del Grunge, prima, e del Nu Metal dopo, il decennio si contraddistinse per l’estro, l’aggressività e l’eclettismo dei suoi principali protagonisti. Si trattò di un vero e proprio marasma sonico in cui, giorno dopo giorno, le principali band affermatesi nel Gota delle icone culturali, si scontravano in aspri testa a testa, capaci di mutare, volta dopo volta, il volto dell’industria.

In questo turbine rivoluzionario, gran parte dei giovani riuscirono a dare voce agli aspetti più oscuri delle loro esistenze; trovando nella musica un porto sicuro in cui poter esorcizzare le proprie inibizioni. Sebbene se ne parli, in linea di massima, con non poca ammirazione, gli anni ’90 hanno assistito al susseguirsi di così tanti artisti e, di conseguenza, da un numero altrettanto elevato di opere, che alcune sono finite per passare sotto i radar anche degli ascoltatori più esigenti. In questa classifica, abbiamo deciso di raccogliere alcuni degli album Rock più sottovalutati degli anni ’90.

5) Aerosmith – Nine Lives

Quando si pensa agli Aerosmith degli anni ’90, l’immaginario collettivo si indirizza, solitamente, verso il grande successo di Get A Grip, con cui segnarono il loro magnifico ingresso nel decennio, ed il successo straordinario di I Don’t Want To Miss A Thing, del 1998. Nine Lives si colloca esattamente a metà. Si tratta di un disco validissimo, con alcune manifestazioni stilistiche impressionanti proposte da Steven Tyler in tracce come Pink e Falling In Love (Is Hard On The Knees). Nine Lives è un album particolarmente variegato e, sicuramente, uno dei dischi Rock più sottovalutati degli anni ’90.

4) Deep Purple – Slaves And Masters

Ai Deep Purple va attribuito il merito di aver mantenuto una qualità altissima nella loro discografia anche a distanza di decenni dalla loro formazione. Il loro tredicesimo album, Slaves And Masters, ne è l’esempio lampante. Il gruppo vede, per l’occasione, Joe Lynn Turner tra le sue file. Il disco si presenta meno aggressivo rispetto alle sonorità di riferimento della band, ma alcune tracce vedono Turner spinto oltre i suoi stessi limiti, con linee vocali strabilianti quanto feroci. All’epoca della sua uscita, però, Slaves And Masters vendette pochissime copie rispetto alle aspettative.

3) The Ramones – Mondo Bizarro

Quando si pensa ai Ramones, si è soliti ricollegarsi ad una band giovane, simbolo del Punk Rock degli anni ’70. Per quanto questa accezione possa essere vera, negli anni ’90, i Ramones esistevano ancora ed erano pronti a proporre uno stile musicale evoluto con una line up differente. Il dodicesimo disco in studio dei Ramones, Mondo Bizarro, sancì il debutto della band nel nuovo decennio e, seppur vantasse un sound più costruito e assennato rispetto ai loro primi lavori, incarnava perfettamente le atmosfere che avevano reso iconici i Ramones. A dispetto delle ottime premesse, però, Mondo Bizarro è uno degli album Rock più sottovalutati degli anni ’90.

2) Bon Jovi – Keep The Faith

All’alba del decennio, i milioni di fan che i Bon Jovi raccolsero in tutto il mondo, credettero che i migliori anni della band, vissuti nel segno del Glam Metal fossero finiti per sempre e che, il gruppo, avrebbe raggiunto ben presto il capolinea. Quando uscì Keep The Faith, i Bon Jovi seppero contraddire tutti i loro detrattori, trattandosi di un disco Hard Rock, contaminato da influenze di generi come il Country.

1) Iron Maiden – The X Factor

Dopo la dipartita di Bruce Dickinson, all’inizio degli anni ’90, gli Iron Maiden decisero di ingaggiare Blaze Bayley, il cui timbro, riportò la band verso le sponde oscure cui si era stabilita nei suoi primi anni con Paul Di’Anno. The X Factor è un disco sinistro, aggressivo e particolarmente lontano dal climax eclettico dei lavori con Bruce Dickinson. Ciò nonostante, si tratta di un album fondamentale per tracciare un identikit dettagliato della vita dell’iconica band. .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)