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I cinque migliori assoli di chitarra di Jimi Hendrix

L’apporto di Jimi Hendrix sul panorama musicale moderno è talmente forte che, ad oggi, ci è possibile dividere la storia della chitarra in due ere. Prima e dopo l’avvento del leggendario chitarrista sulla scena Rock. Prima di Jimi Hendrix la chitarra veniva concepita come uno strumento di contorno, abile a gettare le basi delle linee melodiche dei brani più disparati e, ponendosi sempre qualche gradino più in basso rispetto alla voce.

Con Jimi Hendrix, assistiamo ad una rivoluzione sonica inimmaginabile. La chitarra sembra prendere vita, piangendo, urlando e dimenandosi tra le fiamme di un Rock che, dopo di lui, non sarà più lo stesso di sempre. La chitarra diventa il punto focale di qualsiasi esibizione e; seppur rispettando il ruolo del cantante, spesso le doti del chitarrista cominciano a risultare così sensazionali da rubare la scena a chiunque.



La sei corde diventa il fulcro della musica, sempre più giovani cominciano ad imbracciare la chitarra sognando il successo. Uno strumento, di per sé, innovativo per l’epoca che, grazie al contributo di Jimi Hendrix, si è consacrato alla storia come simbolo di una corrente culturale. La storia di Jimi Hendrix affonda le radici nella scena R&B più in voga dell’epoca, nella quale, il chitarrista, costruì il suo background, prestando il proprio innato talento, a star del calibro di Little Richard.

In questa classifica, vogliamo omaggiare il genio che ha rivoluzionato la musica moderna, assumendosi rischi particolarmente critici e, scomparso in via, decisamente, troppo prematura; elencando alcuni di quelli che, secondo noi, sono i suoi assoli migliori di tutti i tempi; consapevoli di prendere in esame una carriera discografica leggendaria e, assolutamente, incriticabile.



5) Bold As Love (1967)

L’intero brano rappresenta la prova più pura del fatto che la chitarra di Jimi Hendrix sia indivisibile. L’estro e l’eclettismo del chitarrista, si mostrano chiaramente sia nelle parti ritmiche che in quelle soliste, risultando, quindi, impenetrabili. Uno scenario spaziale quello disegnato dalle note fluenti dell’assolo di Bold As Love che trasportano l’ascoltatore lungo un viaggio spaziale tra oscuri buchi neri e galassie sonore di tecnica e velocità.

4) Are You Experienced? (1967)

Nel brano, l’assolo viene eseguito al contrario, costruendo un muro insormontabile di sfumature psichedeliche. Ascoltandolo alla rovescia, ci si rende conto della genialità di Jimi Hendrix. Una serie di fraseggi distaccati che collimano alla perfezione con la sezione ritmica, sovrapponendosi perfettamente alla base. Il solo è, in sostanza, un’esperienza extra sensoriale ricca di adrenalina, nella quale il contenuto trascende la tecnica, trasponendosi in chiave metafisica nella mente di chi ascolta.

3) Voodoo Chile (Slight Return) (1968)

Imponente come poche, Voodoo Chile si impone nel repertorio di chiunque si approcci alla chitarra come il brano chiave per dare un senso alla propria crescita musicale. Un’opera meticolosa e perfetta in ogni suo aspetto. Un riffing feroce, si scaglia sulle parole, straordinariamente incisive del testo che rimanda al divino, preservando una vena di dissacrante indipendenza.

2) All Along The Watchtower (1968)

Bob Dylan la diede alla luce, ma Jimi Hendrix la rese immensa. Un classico intramontabile contenente un rarissimo esempio di Hendrix che si cimenta nella chitarra slide. Un manifesto perfetto dell’architettura musicale e della libertà che è possibile ricercare tra le corde di una chitarra.

1) Star Spangled Banner (1969)

Parliamo, probabilmente, del simbolo indiscusso della cultura Pop moderna. Woodstock fu l’evento che segnò definitivamente il passaggio della musica Rock sulla Terra. L’impatto mediatico del Festival fu talmente forte da riecheggiare ancora oggi, negli echi di un cinquantennio. Jimi Hendrix mistificò la sua chitarra, rendendola una spada forgiata per opporsi ai canoni inibitori della guerra e, alla disfatta del delirio onirico dell’American Dream, all’epoca particolarmente millantato. Forti distorsioni simulano gli attacchi aerei degli Stati Uniti nel Vietnam. L’inno di uno Stato apparso, da sempre, senza macchia e senza paura, straziato dalla distorsione sociale del capitalismo. Star Spangled Banner è un manifesto rivoluzionario in piena regola e, senz’altro, un capo saldo del Rock come corrente artistica.



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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)