Festival di Woodstock, curiosità e stranezze

Cinque curiosità che probabilmente non sapevi sul Festival di Woodstock

Il 2019 è, nella storia della musica, un anno celebre e incredibilmente importante: non perchè abbia ormai preso piede la trap in tutto il mondo o perchè ci inchiniamo tutti alle nuove forme di musica, ritenendole il nuovo punk o grunge, ma perchè è anno di anniversari musicali di grandissimo livello; innanzitutto i 50 anni dall’allunaggio che caratterizzano, in ambito musicale, un percorso importantissimo di sperimentazione, conoscenza e nuova musica. L’evento che, però, vale la pena di ricordare più di tutti è il Festival di Woodstock, che si tenne nell’agosto nel 1969 e cambiò irreversibilmente la storia della musica. Vogliamo ricordarlo attraverso alcune curiosità che probabilmente non conoscevate.

I rifiuti di John Lennon e Joni Mitchell

Sono stati tanti i rifiuti in occasione del Festival di Woodstock del 1969: in virtù della mole del grande Festival o della natura dello stesso, non tutti gli artisti più famosi del globo accettarono di essere parte della grande manifestazione musicale; tra i grandi rifiuti ci sono stati quello dei Led Zeppelin (che, benché entusiasti di partecipare, sarebbero stati una band tra tante), John Lennon e Joni Mitchell.

Vi vogliamo parlare di questi ultimi due: quando John Lennon fu contattato dall’organizzazione di Woodstock i Beatles si erano già sciolti – nonostante l’ufficialità arrivò soltanto nel 1970 – e quindi John Lennon fu invitato con tutta la sua formazione; Lennon accettò, a patto che potesse partecipare anche la Plastic Ono Band di Yoko Ono, praticamente sconosciuta: per questo motivo, l’organizzazione decise di declinare la controfferta dell’ex Beatle.

Il rifiuto di Joni Mitchell ci fu, invece, a casa di una decisione del suo agente, che la persuase a dire di no agli organizzatori perchè sarebbe stato inutile suonare “in un campo di 500 persone”.

Woodstock un complotto organizzato dalla CIA?

La più grande leggenda che si diffuse a seguito del Festival di Woodstock riguardava un possibile complotto che la CIA aveva organizzato per liberarsi, in una sola occasione, di tutta la popolazione hippie che si era diffusa negli anni della rivoluzione di pensiero. 

Si tratta di una leggenda fantasiosa, ma che ha trovato fondamento in tantissime persone, che hanno accolto la tesi del complotto: secondo questa tesi stessa, l’evento sarebbe stato semplicemente un grande contenitore di alcol, droghe, malattie che si sarebbero diffuse in breve tempo e morti accidentali, che avrebbero lentamente sterminato tutti i presenti.

Il miracolo di The Hog Farm Collective

La folla di gente che accorse numerosissima a Woodstock spiazzò praticamente tutti, anche i venditori di cibo che si erano preparati per il grande evento. Nonostante fossero ben fornite, le persone presenti erano così tante che il cibo si esaurì già a metà del sabato, e i venditori aumentarono il prezzo dei panini per ricavare maggiormente dalle loro ultime vendite.

Le polemiche si fecero insopportabili e la fame si faceva sentire, ma la The Hog Farm Collective riuscì a sfamare tutti, distribuendo una tazza di cereali per ognuno dei presenti: si trattò di un atto eroico, che riuscì a sfamare tutti i presenti al Festival di Woodstock. 

Tutti i disagi del Festival di Woodstock

Al di là della fame e della grande storia che il Festival di Woodstock fu in grado di offrire, la manifestazione musicale fu caratterizzata anche da tanti disagi e difficoltà, che riguardarono gli spettatori presenti e le band che si esibirono.

Uno tra i tanti disagi fu quello relativo ai bagni: si stima che ci fosse un bagno ogni 800 persone, e che le file per accedere agli stessi fossero lunghe chilometri; siccome l’attesa poteva portare ad aspettare anche ore prima di andare in bagno, in molti decisero di appartarsi per i propri bisogni.

Un altro problema riguardò l’incredibile traffico che venne a crearsi: la lunga coda per giungere al Festival era così insostenibile che in tanti decisero di lasciare le proprie automobili per strada e proseguire a piedi, generando un incredibile parcheggio a cielo aperto. Tra le band che si esibirono ci furono molti problemi a giungere sul palco, e molti dovettero farlo tramite elicottero. 

Morti e feriti al Festival di Woodstock

Il Festival di Woodstock è stato, purtroppo, anche feriti e morti: l’incredibile mole di spettatori presenti e le condizioni in gli stessi versavano portarono al peggio in due occasioni; una persona morì per overdose di eroina mentre il diciassettenne Raymond Mizsak fu schiacciato da un trattore mentre dormiva all’interno del suo sacco a pelo.

Secondo il Journal of Emergency Medical Services, l’evento sarebbe potuto essere la più grande tragedia medica di sempre: un Festival preparato per 50mila persone vide la presenza di 500mila spettatori, con l’impossibilità di far passare ambulanze per le strade intasate dal traffico e con ogni intervento medico che diventava pressoché impossibile. Il bilancio dei feriti fu, secondo le fonti dell’epoca, un miracolo: si contarono 23 attacchi epilettici, 176 attacchi di asma, 57 colpi di calore e 938 ferite ai piedi. 

 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.