26 January, 2021, 08:47

Cliff Burton: il racconto del giorno in cui il bassista dei Metallica perse la vita

Sono tantissimi gli artisti rock che, sfortunatamente, sono andati incontro ad una tragica morte. Non è un caso, infatti, che con gli anni sia diffusa anche la famosa leggenda del ‘club dei 27’: un ‘circolo privato’ riservato a grandi esponenti del rock morti tutti all’età di 27 anni. Qui troverete il leggendario frontman dei Doors Jim Morrison, la regina del blues Janis Joplin, l’iconica Amy Winehouse, il bluesman Robert Johnson e poi ancora: Brian Jones, Kurt Cobain, Jimi Hendrix e tanti altri ancora. Nella maggior parte dei casi, ciò che accomuna queste star indiscusse della musica mondiale, è proprio l’alone di mistero che si viene a creare intorno ai loro decessi, molto spesso parecchio enigmatici. Oggi, a proposito di tragiche morti e decessi misteriosi, vogliamo soffermarci sulla dipartita di Cliff Burton: bassista dei Metallica dal 1982 al 1986.

Cliff Burton: il racconto del giorno in cui il bassista dei Metallica perse la vita

Sono stati tantissimi -nella storia del rock- i decessi per overdose legati ad alcool e droghe. Per non parlare, poi, di una serie di suicidi avvenuti nel corso degli anni. Dietro il decesso di Cliff Burton, però, non c’è nulla di tutto ciò. Per raccontarvi questa storia, però, è necessario fare un passo indietro e partire dall’inizio.

Era il 1986, i Metallica avevano da poco pubblicato il terzo album in studio -“Master of Puppets“- e dopo aver affrontato un gran tour negli Stati Uniti in compagnia di Ozzy Osbourne, era venuto il momento di toccare varie tappe europee. Il 26 settembre si esibirono a Stoccolma, Svezia: lo show dei Metallica fu un vero successo e, questo, fu anche e soprattutto merito del ritorno di James Hetfield dopo diversi mesi di convalescenza a causa di un brutto incidente al braccio.

L’incidente in Svezia

Il giorno dopo, il 27 settembre 1986, mentre i Metallica erano in viaggio sul bus ufficiale del tour, Cliff Burton e Kirk Hammett, una volta fattasi l’ora di andare a dormire, decisero di sfidarsi ad una partita a carte: il vincitore avrebbe dormito vicino al finestrino, il perdente dal lato opposto. Il vincitore, alla fine, fu proprio il bassista. Se avesse vinto Kirk Hammett oggi, naturalmente, staremmo raccontando una storia completamente differente.

Nel bel mezzo della notte l’autista del bus perse il controllo del veicolo: qualcuno diede la colpa ad una lastra di ghiaccio sull’asfalto, altri invece accusarono il conducente di essere poco lucido. Fatto sta che il bus si capovolse e, dalle lamiere, uscirono l’autista, Hammett, Hetfield e Ulrich. Cliff, purtroppo, non ce la fece a salvarsi: il bus lo schiacciò completamente.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)