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Coldplay: 5 incredibili misteri su Parachutes

Parachutes ha segnato il glorioso debutto dei Coldplay su scala internazionale. Si tratta del formidabile album di debutto della Alternative Rock band britannica, pubblicato il 10 luglio del 2000 per l’etichetta Parlophone. Parachutes è stato inserito nella classifica dei 100 migliori album degli anni 2000 secondo Rolling Stone. Il disco si è piazzato alla posizione 73.

Parachutes arrivò dopo i due EP di esordio dei Coldplay, intitolati Safety e The Blue Room, che riscossero uno scarso successo commerciale. L’uscita dell’album permise alla band di farsi conoscere sulla scena inglese e, poco dopo, sul panorama internazionale. Parachutes segnò lo slancio definitivo dei Coldplay nella stratosfera, irrompendo sin da subito alla prima posizione delle charts britanniche; rimanendo in Top 10 per 13 settimane.

Parachutes è il disco di brani rimasti impressi nell’immaginario collettivo come pietre miliari della musica moderna, come Yellow e Shiver. L’album si caratterizza per le sonorità calde e raccolte con le quali accoglie l’ascoltatore. Il successo del disco, infatti, è dato principalmente dall’introspezione passionale insita nei testi e nelle atmosfere armoniose tessute dagli strumenti, principalmente acustici. In questa classifica, vogliamo omaggiare Parachutes, il grande successo dei Coldplay, raccogliendo alcune interessanti curiosità.

5) I Coldplay avrebbero dovuto rilasciare Parachutes con un’etichetta indipendente

La prima pubblicazione dei Coldplay, l’EP Safety, venne pubblicato nel maggio del 1998. Di Safety, vennero stampate solo 50 copie. Fu il singolo Brothers & Sisters, dell’aprile 1999, che venne stampato su più larga scala. In quell’occasione, la band aveva firmato con un’etichetta indie molto famosa, la Fierce Panda. Il capo della Label, Simon Williams, aveva intenzione di mettere i Coldplay sotto contratto per un intero album; alla fine, però, il gruppo scelse la Parlophone, etichetta affiliata al gruppo EMI, casa di band come i Radiohead.

4) Trouble parla del passato turbolento di Chris Martin

Oggi sembra incredibile che i Coldplay stessero arrivando a sciogliersi poco prima che il disco fosse ultimato. Parachutes sancì un profondissimo punto di svolta per il gruppo che, Chris Martin, il loro frontman, accusò in maniera particolare. Fu in quell’occasione che il cantante diede il peggio di sé, scaricando la sua tensione sul batterista del gruppo, Will Champion. Rinsavito da quell’orribile parentesi, il cantante decise di scrivere una lettera di scuse all’amico che, poco dopo, sarebbe diventata Trouble.

3) Shiver sarebbe dovuta essere il singolo di punta

Come sappiamo, oggi Yellow rappresenta uno dei brani più celebri ed evocativi dell’intera discografia della band. Parachutes, però, fu preceduto dal singolo Shiver, nel marzo del 2000. Questo fece della traccia il singolo di punta. Shiver esordì con un successo discreto, raggiungendo il numero 35 in classifica, ma Yellow la surclassò repentinamente.

2) La copertina dell’album venne scattata dalla band

Il famoso scatto che ritrae un mappamondo che gira non fu il frutto dell’estro di un direttore artistico o di un fotografo professionista. Quella del mappamondo rappresentò, per il gruppo, il tentativo di creare un’immagine decente per il loro album di debutto, a costo zero. Chris Martin rivelò, nel corso di un’intervista rilasciata a Jim Shearer di VH1 che, prima della foto al mappamondo, i Coldplay si fossero recati a Blackpool per uno shooting e che gli scatti non avessero soddisfatto la band.  La copertina di Parachute venne scattata tra una data ed un’altra di un tour del gruppo.

1) I Coldplay hanno nascosto una traccia segreta in Parachutes

Come molti album di concezione moderna, Parachutes presenta una traccia nascosta. Dopo la fine di Everything’s Not Lost, infatti, c’è una pausa di circa 20 secondi tra una canzone e l’altra, intitolata Life Is For Living.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)