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Come David Bowie ha influenzato la carriera di Dave Gahan e la musica dei Depeche Mode

Dave Gahan e i Depeche Mode sono considerabili come alcune delle entità artistiche più importanti nell’ambito della musica contemporanea e non solo; eppure, anche la formazione ha tratto le sue ispirazioni da un qualcosa che ha ritenuto migliore e degno di maggior considerazione. Vogliamo parlarvi di come David Bowie ha influenzato la carriera di Dave Gahan e la musica dei Depeche Mode. 

Come David Bowie ha influenzato la carriera di Dave Gahan

L’influenza di David Bowie nei confronti di Dave Gahan potrebbe essere riscontrata sotto un ambito duplice, che porta a considerare sia tutto quel canone di ispirazione indiretta che c’è stata negli anni, sia quell’impatto diretto che il britannico ha avuto sul leader dei Depeche Mode. Era il 1980 e alla Woodlands School di Basildon Gahan decise, trascinato da amici, di cantare Heroes di David Bowie, venendo notato per la prima volta per le sue incredibili qualità vocali da Vince Clarke, che era alla ricerca di un cantante per la sua band. 

“Bowie rappresentava una strada per uscire da me stesso e per fuggire da quel che ero. Basildon era una cittadina industriale della working-class e Bowie accese in me la speranza che potesse esserci un’altra realtà. Ma dov’era questo mondo a cui lui sembrava appartenere? Ero convinto che lui non fosse di questa Terra. E la cosa mi affascinava profondamente.”, ha spiegato il cantante, che ha avuto modo di frequentare anche i suoi stessi ambienti a New York, come il cantante ha spiegato in un’intervista del 2016: “Mi è capitato di vederlo spesso. Sua figlia va alla stessa scuola di mia figlia (Stella Rose – ndr) e succede di ritrovarci lì fuori ad aspettarle. Mi capitano di questi incontri surreali nel posto dove vivo. Vedo Lou Reed che passeggia col suo cagnetto, per esempio. Sono tutti miei eroi, ma ho il privilegio di poterli osservare nella loro quotidianità: tutto questo ha qualcosa di figo. Una volta, nel 2002, Bowie tenne un concerto a Roseland (Heathen Tour, Roseland Ballroom, 11 giugno 2002 – ndr) dove eseguì tutte le canzoni di ‘Low’ ed ebbi l’opportunità di incontrarlo dopo lo show. Fu un’esperienza strana. Prima del concerto mi dissero che David voleva davvero incontrarmi. Da scettico pensai: Possibile? Come fa a conoscermi? Per me, il solo fatto che un’icona come lui potesse essere al corrente della mia esistenza era qualcosa di bizzarro. Sulle prime mi rifiutai, poi mia moglie insistette ad andare nel backstage. Fu bellissimo. Lo vidi venir fuori dal suo camerino, c’era anche sua moglie e un po’ di gente che gli girava attorno. Venne dritto verso di me, mi chiamò in disparte e mi disse: ‘Io ti conosco!’”.

Le canzoni di David Bowie preferite da Dave Gahan

L’ammirazione incredibile di Dave Gahan per David Bowie è stata dimostrata da più interviste nello specifico, che hanno portato a conoscere quale fosse il pensiero del leader dei Depeche Mode sulle canzoni di David Bowie. Quali sono le sue canzoni preferite? “Sono tanti i dischi che sono stati cruciali per me. Ma se dovessi nominarne uno solo direi ‘Ziggy Stardust’. Mi ha letteralmente cambiato la vita. Moonage Daydream’ mi fa venire la pelle d’oca ancora oggi. Non saprei dire di cosa parla esattamente, ma che importa. Una canzone non deve necessariamente avere un senso. Quel che conta sono le emozioni che trasmette. Magari ha più senso dal punto di vista melodico, è un brano musicalmente astratto. Mi accompagna ogni volta che mi sforzo di scrivere qualcosa. È una fonte di ispirazione. Senza, la mia vita avrebbe potuto diventare quella di uno sbandato.”

E ancora, più nello specifico ha dichiarato: “‘Life On Mars?’ E’ una canzone che significa molto per me. Ancora oggi quando la ascolto sento la voce di una persona che si è perduta. Ma allo stesso tempo, riesco a vedere il meraviglioso scenario in cui si è persa e la ricerca disperata di qualcosa che possa anestetizzare quelli che sono i nostri sentimenti. […] Ha il potere di trasformarmi, qualunque sia il mio umore. Per diversi decenni Bowie è stato l’unico artista in grado di sorprendermi sempre e anche di sollevarmi. Mi identifico completamente nella sua voce e nelle sue canzoni. Mi capita spesso di riascoltare la sua musica. Se mi sento in un certo modo, riascolto ‘Ziggy Stardust’ o ‘Aladdin Sane’ e il mio umore cambia radicalmente. Mi ritrovo a vagheggiare i posti dove sognavo di poter andare quando ero un adolescente. Dove c’era Bowie, lì volevo essere anche io.”

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.