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Come è nata Eye of the Tiger? Una canzone che ha influenzato generazioni

La storia di Eye of the Tiger è davvero tutta da raccontare. Si tratta di un brano risalente all’ormai lontano 1982, realizzato dalla band hard rock dei Survivor. Chi conosce questa canzone la collega direttamente alla saga cinematografica di Rocky, che ha visto come protagonista a più riprese la star di Hollywood Sylvester Stallone. Eppure, la nascita di questa canzone nasconde una serie di aneddoti davvero sorprendenti. Vediamo la genesi di un brano che ha influenzato intere generazioni e viene ancora oggi utilizzato per motivare gli sportivi e non solo.

La prima idea di Sylvester Stallone per Rocky

Sylvester Stallone era alla ricerca di un brano forte per il suo nuovo progetto cinematografico. L’attore italo-americano aveva già deciso quale canzone scegliere. La prima idea era addirittura Another One Bites the Dust, una delle proposte più celebri dei Queen. L’idea era quella giusta, ma non poteva essere messa in pratica. Un successo musicale di tale portata sarebbe stato perfetto. Il problema era uno solo: Stallone non riusciva ad ottenere i diritti d’autore da parte della band guidata da Freddie Mercury. Ci voleva un’alternativa altrettanto forte, capace di identificarsi al meglio con un vasto pubblico.

L’improvvisa telefonata ricevuta da Jim Peterik

Nel 1982, il cofondatore di una band semi-sconosciuta di Chicago, Jim Peterik dei Survivor, ricevette una telefonata che lo lasciò senza fiato. “Ciao Jim, voglio farti una proposta. Sono Sylvester Stallone”. Poteva sembrare uno scherzo, e invece era tutto vero. Sly chiese all’autore di inserire una nuova colonna sonora per il terzo film della lunga saga di Rocky. L’attore era rimasto folgorato dal brano Poor Man’s Son e chiese alla band di comporre un pezzo altrettanto trascinante, incessante, adatto ai pugni che avrebbe dato e ricevuto sul set. Il presidente della casa discografica della band, Tony Scotti, fece sentire a Stallone diverse tracce dell’album Premonition. La star si rese conto che il ritmo, il testo e l’aspetto da street music avrebbero potuto fargli molto comodo. Nacque così Eye of the Tiger, un brano che a suo modo sarebbe entrato nella storia della musica.

Gli ultimi lavori su Eye of the Tiger

Inizialmente, sembrava che Eye of the Tiger fosse solo un ripiego. A riguardo, Jimi Peterik ha parlato del suo obiettivo: “Dovevamo cercare di superare il suono inarrivabile di Another One Bites the Dust. Ho iniziato a fare quel riff di chitarra ormai celebre. Poi, ho sincronizzato i vari accordi ai pugni visti sullo schermo. In circa tre giorni, l’intera canzone ha preso forma”. Inutile dire che Sylvester Stallone rimase subito molto contento della nuova canzone. La band effettuò alcune modifiche, con l’inserimento di una terza strofa anziché la ripetizione della prima. Nella maggior parte dei casi, i suggerimenti di un attore non portano risultati soddisfacenti, ma in questo caso è andata ben diversamente.

Il successo straordinario del brano dei Survivor

Eye Of the Tiger si piazzò per ben sei settimane in vetta alla Billboard Top 100, fino addirittura a vincere un Grammy Award come miglior esibizione di un gruppo rock. Ottenne anche una candidatura al Premio Oscar come miglior canzone. A questi risultati straordinari, bisogna aggiungere la capacità della canzone di essere sempre attuale, perfetta per chiunque stia per affrontare una sfida complicata. Un brano dalla potenza motivazionale straordinaria, adatto per ogni tipo di sport o per le imprese di ogni giorno.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)