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Come Storm Thorgerson ha cambiato la vita dei Pink Floyd

Il nome di Storm Thorgerson è legato a doppio filo con la lunga carriera dei Pink Floyd. L’uomo era infatti il disegnatore delle copertine degli album della band inglese e ha dato vita ad autentici capolavori nel proprio settore di competenza. Alla sua attività da designer, abbinava tante altre passioni che lo hanno reso sempre più eclettico. Raccontiamo in breve le fasi salienti di una vita ricca di momenti esaltanti.

Le origini di un percorso professionale sorprendente

Storm Elvin Thorgerson nacque nella cittadina inglese di Potters Bar il 28 febbraio 1944. Nel 1968, decise di tramutare la sua passione in una professione vera e propria. Insieme ad un collega, Audrey Powell, formò uno studio grafico, Hipgnosis. Nel corso del suo lungo percorso professionale, per questa azienda fu in grado di realizzare numerose copertine musicali, sia inerenti ai singoli, sia per quanto riguarda gli album. Buona parte di queste cover può essere considerata davvero rivoluzionaria, specialmente per ciò che concerne un gruppo in particolare.

Storm Thorgerson e le copertine per i Pink Floyd

Come già detto nelle righe precedenti, buona parte della carriera di Storm Thorgerson è legata a quella dei Pink Floyd. Si può dire che tali opere sono entrate nell’immaginario collettivo di un pubblico estremamente ampio, fino a far parte della leggenda della musica. La collaborazione iniziò nel 1968 con A Saucerful of Secrets, il secondo album in studio del gruppo, e prosegui con la colonna sonora Music from the Film “More”UmmagummaAtom Heart MotherMeddleObscured by Clouds. Il 1973 fu invece l’anno della copertina forse più iconica di tutte, quella di The Dark Side of the Moon, da molti considerata come la più rilevante di ogni epoca. Le ultime due copertine furono Wish You Were HereAnimals, prima dell’ultima collezione A Collection of Great Dance Songs. I suoi lavori con i Pink Floyd sono attualmente raggruppati all’interno di un apposito libro, intitolato Pink Floyd, Visioni, realizzato in collaborazione con Peter Curzon.

I lavori di Thorgerson senza i Pink Floyd

La classe di Storm Thorgerson si notava anche quando non aveva a che fare con i Pink Floyd. Numerosi sono i gruppi e gli artisti che hanno scelto di affidarsi alla sua infinita creatività. Da Peter Gabriel ai Genesis, dagli AC/DC ai Muse, passando per i Led Zeppelin, gli Audioslave, gli Europe, Paul Young e Paul McCartney, la lista è pressoché infinita. Thorgerson era anche un abile regista di videoclip musicali, film e documentari televisivi. Il 18 aprile 2013, Storm morì all’età di 69 anni a causa di un tumore, circa dieci dopo aver subito un colpo apoplettico per il quale rimase quasi paralizzato. David Gilmour rimase molto colpito dal suo decesso e lo definì come “una forza costante lavorativa e umana nella sua vita, una spalla sulla quale piangere e un grande amico”. Anche il batterista Nick Mason sottolineò le sue qualità da “lavoratore inesauribile”.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)