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Come vengono prodotti i dischi in vinile?

La maggior parte degli appassionati della musica rock considera i dischi in vinile estremamente affascinanti. Un prodotto del genere si differenzia rispetto ad un classico CD grazie ad un fascino di assoluto rilievo. Massima attenzione va attribuita anche al formato, così come alla sua bellezza estetica. Nonostante gli anni passino e il digitale abbia acquisito una rilevanza sempre crescente, il vinile continua a funzionare e cattura l’attenzione di un pubblico variegato. Vediamo come vengono prodotti i dischi in vinile, dando un’occhiata a ciascun passaggio di un processo così elaborato.

La produzione del master audio

Un buon disco in vinile non può prescindere da un master audio di qualità. L’anima in alluminio di ciascun modello viene levigata per dare forma ad una finitura liscia. Quindi, i dischi vengono posizionati a bordo di un nastro trasportatore e ricoperti da una lacca in nitrocellulosa. Quando quest’ultima viene asciugata, il rivestimento diventa simile ad uno smalto per unghie. A questo punto, tocca verificare se i dischi in vinile presentino qualche piccola criticità. Dopo aver superato il controllo di qualità, al centro della composizione viene praticato un buco aggiuntivo per realizzare il master audio. La fabbrica deve imballare i dischi e suddividerli in lotti ben separati tra loro, in modo da non mettere a repentaglio il loro funzionamento.

Il taglio del master audio

A questo punto, il master viene ritagliato con l’ausilio del tornio, una macchina di registrazione ad elevata precisione. Bisogna rimuovere le strisce protettive e fissare a bordo il disco, per poi spostare un microscopio e un taglierino sul bordo esterno del disco. Il primo serve a valutare la presenza di ulteriori problemi, mentre il secondo serve per l’esecuzione di un taglio di prova. Ora l’ingegnere deve iniziare la registrazione, consentendo al tornio di tracciare un solco continuo. Un computer è utile per tenere sotto controllo la registrazione e regolare la spaziatura tra i vari solchi, mentre un vuoto rimuove la lacca di scarto in eccesso. Infine, in corrispondenza del bordo interno, vanno aggiunti numero di serie e firma tramite un rapido graffio.

La realizzazione del timbro

La procedura prosegue tramite l’applicazione del timbro, essenziale per la creazione dei dischi in vinile. Dopo aver lavato il master audio, bisogna spruzzarlo con cloruro di stagno e argento liquido, per poi aggiungere un metallo opaco in corrispondenza del lato argento. Quindi, tocca immergere il disco argentato in un serbatoio liquido intinto di nichel disciolto, in un processo denominato galvanizzazione. Vanno fusi il nichel e la superficie in argento tramite una carica elettrica, per poi rimuovere il disco dalla relativa vasca di galvanizzazione. Lo strato metallico rimosso è essenziale per la stampa di dischi in vinile lucidi, per poi portare a termine la matrice mediante un punzone di centraggio ottico, utile per creare un foto in corrispondenza del centro.

La fase conclusiva per dischi in vinile di alta qualità

A questo punto, bisogna creare le etichette da applicare a bordo del vinile. Vengono prodotti in una sequenza di pile quadrate, perforate al centro e tagliate a forma di cerchio. Il produttore versa il cloruro di polivinile a pellet in un’apposita tramoggia e poi in un estrusore, che mescola i vari vinili in una forma chiamata biscotto. I dischi in vinile sono così messi nella posizione adatta, con il posizionamento conseguente delle etichette. Con l’aiuto della pressa, vengono applicate 100 tonnellate di pressione a temperature elevatissime su biscotti ed etichette, al fine di creare le forme in vinile.

Ora il disco è pronto per il taglio finale, al termine di un processo che continua ad affascinare ogni appassionato della musica in tutte le sue forme. Chi ascolta dischi in vinile si rende conto fin dal primo momento di quanto simili oggetti garantiscano performance da urlo. Certo, la loro qualità generale può variare in base alla manutenzione e alla resa delle apparecchiature di registrazione. Ciò che conta è cogliere al volo la pura essenza di un suono nitido e pulito.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)