gtag('config', 'UA-102787715-1');

Cosa ne pensa Mick Jagger dell’album “Presence” dei Led Zeppelin?

Cosa ha sorpreso Mick Jagger dell’album “Presence” dei Led Zeppelin? Pensate per un attimo i Rolling Stones e i Led Zeppelin insieme, che si scambiano idee e si ascoltano a vicenda. Ci rendiamo conto che sembra uno scenario tanto sognante e bello quanto un po’ difficile che si realizzi, soprattutto oggi. Eppure, nel 1976 ci fu un momento in cui i due gruppi si sono incontrati e Mick Jagger ha fatto una veloce recensione del lavoro sull’album Presence dei Led Zeppelin. Erano anni lontani, entrambi si stimavano e consideriamo che erano, di fatti, tra le più grandi rock band degli anni Settanta (non solo inglesi).

IL RISPETTO RECIPROCO TRA GLI STONES E I LED ZEPPELIN

Da parte dei Led Zeppelin, ci fu solo grande rispetto per i Rolling Stones, di fatto tra i predecessori del rock più “moderno“, negli anni ’70. In tutto questo, i Led Zeppelin eclissarono di fatto i Rolling Stones in temi di popolarità a metà degli anni Settanta. Ma tra i due ci fu sempre un grandissimo rispetto e moltissima stima “Gli Stones sono fantastici e lo sono sempre stati“, aveva detto Jimmy Page in un’intervista del ’75 alla rivista Rolling Stone. “Non sento alcuna competizione con loro.” I due gruppi avevano anche una relazione professionale. Quando i Led Zeppelin andarono a registrare il loro nuovo album, la band prese in considerazione l’uso dello studio di casa di Mick Jagger. Non lo fecero, ma l’idea fu molto forte all’epoca.

LA REGISTRAZIONE DELL’ALBUM “PRESENCE”

Quando gli Zeppelin andarono a registrare Presence nel 1976, Page dovette chiedere a Jagger qualche giorno in più per finire il disco. I Rolling Stones avevano infatti prenotato lo stesso studio per i giorni successivi alla band di Robert Plant. Jagger acconsentì, poi sembrò stupito quando Page gli disse quanto velocemente avesse finito il disco. I Led Zeppelin registrarono l’album in un lampo. Non fu sempre così: Led Zeppelin IV, ad esempio, impiegò diversi mesi per la band (e a Jimmy Page per mixare) in diversi studi. Ma la situazione era diversa quando è arrivato il momento di fare Presence. Pare che ci misero solamente 18 giorni.

TEMPO RECORD DI REGISTRAZIONE

Per cominciare, i membri della band decisero di vivere all’estero quell’anno come esilio autoimposto dall’Inghilterra. Poi le cose diventarono davvero complicate quando Robert Plant e la sua famiglia ebbero un grave incidente d’auto. Page prenotò solo due settimane in uno studio di Monaco con i Rolling Stones a seguire immediatamente dopo. Una volta ottenuto il tempo extra da Jagger e terminato tutto il lavoro su Presence, Page venne direttamente interrogato da Mick Jagger. “È quello che sei riuscito a fare nel corso delle tre settimane?” disse Jagger riguardo Page. “No, abbiamo fatto un intero album, abbiamo finito tutto“.

MICK JAGGER FU MOLTO COLPITO DA JIMMY PAGE

Ascoltando già un solo pezzo come “Achilles Last Stand“, sarebbe bello sapere come riuscirono gli Zeppelin a completare un album in poco più di 2 settimane. Page impiegò una sola notte per creare la parte di chitarra del pezzo suddetto. Jagger fu estremamente colpito da questa notizia ma disse che non aveva alcun dubbio sulla qualità artistica della band. in una sola notte. Page ammise che lavorava 18-20 ore al giorno, dormendo pochissimo, su quel disco piuttosto travagliato. Il suo lavoro ebbe grandi soddisfazioni, come il triplo platino (e non è cosa da tutti).

Share

Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.