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Danny Gatton: il più grande chitarrista di sempre

Per molti, per non dire tutti (o quasi) Danny Gatton sembrerà un nome assolutamente sconosciuto tra i grandi chitarristi. Eppure, nel 1989, la rivista Guitar Player pubblicò la copertina Unknown Greats, dedicata ai chitarristi sconosciuti che erano più bravi dei famosi. In copertina c’era questo strano Danny Gatton che aveva una maschera come quella dell’opera Il Fantasma dell’Opera. Ovviamente con una bella chitarra, una Fender Telecaster. Ma chi è Danny Gatton e che fine ha fatto?

Antefatti

In quella rivista c’erano già passati chitarristi come Hendrix, Hetfield dei Metallica, Steve Morse dei Deep Purple e molti altri. Questo Gatton però era praticamente sconosciuto ma la rivista, forte di una certa presenza editoriale e un gruppo di fedeli lettori, non aveva paura di proporre un nuovo nome. Già la descrizione sembrava strana e provocatoria: “Danny Gatton è il chitarrista sconosciuto più grande del mondo, chi potrebbe essere più bravo di lui?”.

La rivista parlava di un brano Not Pickin, presente nell’album Unfinished Business del 1987 (potete trovarlo su Spotify) a dir poco sbalorditivo, in una commistione tra blues, rock, jazz e country. Il brano aveva colpito talmente tanto la redazione che non aveva assolutamente paura di accostarlo ai grandi. La fama di Gatton si diffuse, la sua band faceva anche dei discreti numeri nei locali. Era però, di fatto, sconosciuto.

Abile turnista

Danny Gatton aveva suonato la chitarra per il cantante country Roger Miller e il revivalista rockabilly Robert Gordon. Era un performer molto dinamico. Suonava addirittura la chitarra, in qualche fraseggio, con una bottiglia di birra. Ma quando suonava da solo, faceva principalmente cover di brani anni ’50 (il look a basettoni lo testimoniava).

Con il tempo pubblicò vari album, circa 7/8 tra quelli conosciuti effettivamente, ma nessuno che facesse veri record di vendita. Ma era elogiato dalla critica. Steve Vai disse che era un grandissimo chitarrista, molto più bravo di lui. Vai dichiarò: “era quanto più vicino ad essere il miglior chitarrista del mondo”. Iniziò a nascere una rivalità, molto sentita da Gatton ma non da Steve Vai, su chi fosse il migliore. Qui iniziò la fine del chitarrista (sconosciuto) più grande del mondo.

La fine

Nel 1994 Gatton si chiuse in garage e si uccise. Senza spiegazioni. Pare che non riuscisse a reggere il confronto con Steve Vai. Vai vendeva, Gatton no. Vai padroneggiava meno stili di Gatton, Danny era eclettico ed estremamente virtuoso. Gatton aveva faticato molto, Vai invece no (secondo il Nostro). Il suicidio lo rese una figura di culto.

La depressione lo perseguitava da anni, dalla fine degli anni ’80, e a 49 anni si uccise. Addirittura diede lezioni di chitarra ad un giovanissimo Joe Bonamassa (che ritiene che il migliore sia un altro, ne abbiamo parlato qui). Ma il desiderio di fama lo aveva ucciso, forse l’invidia, il desiderio di sfondare come abile strumentista lo aveva ucciso.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.