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Dave Grohl confessa: “c’è stato un periodo in cui ho avuto paura di essere licenziato dai Nirvana”

Dave Grohl, ex batterista dei Nirvana e attuale frontman dei Foo Fighters, è uno dei musicisti più apprezzati e stimati della scena rock. Sempre disponibile, sorridente e generoso, Grohl è riuscito a fare della sua passione un motivo di successo. Negli anni, ovviamente, non sono certo mancate le difficoltà. C’è stato, ad esempio, un periodo in cui ha avuto seriamente paura di essere licenziato dai Nirvana. A raccontare la storia è stato lo stesso Dave Grohl, durante una recente intervista. Andiamo quindi a scoprire di cosa si tratta!

Il difficile inizio nei Nirvana

L’iconico batterista dei Nirvana, ora vocalist dei Foo Fighters, è tornato a parlare del suo periodo “grunge” e della suo passato nella band di Kurt Cobain. Il musicista di Warren, intervistato di recente da Matt Wilkinson di Apple Music, ha confessato che c’è stato un periodo in cui pensava che i Nirvana non avessero più bisogno di lui:

“Quando sono entrato nella band credo fossi il quinto batterista che cambiavano. Inizialmente non conoscevo molto bene Kurt e Krist e mi sembrava tutto molto difficile.” Ha confessato Grohl, aggiungendo: “Quando poi ci siamo incontrati e abbiamo iniziato a provare, tutto è cambiato. Era palese che la cosa stava iniziando a funzionare e anche piuttosto bene. Avevamo trovato sin da subito quel sound che ora tutti riconoscono nei Nirvana.”

Dave Grohl: “pensavo che la band non avesse più bisogno di me”

Certo, come è giusto che sia Dave Grohl ha avuto bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi nella band. Quando finalmente ci è riuscito, poi, i risultati si sono visti e come. I Nirvana hanno dato una vera e propria scossa all’ambiente grunge, diventando alla fine i maggiori esponenti di questo genere. Dopo il successo di Nevermind, secondo album in studio pubblicato il 24 settembre del 1991, Dave Grohl ha però iniziato a nutrire seri dubbi sulla sua permanenza nei Nirvana:

“Un anno dopo il mio ingresso nella formazione è uscito Nevermind e, da lì a poco, le cose sono iniziate a cambiare e anche molto velocemente. La band iniziava a diventare sempre più grande e io sempre più insicuro. Si, insomma, avevo sempre suonato in gruppi di amici che conoscevo da una vita e questo mi dava una gran sicurezza. I Nirvana invece erano per me un gruppo di sconosciuti: si, certo, suonavamo alla grande insieme, ma ci stavamo ancora conoscendo, all’epoca non c’erano forti legami personali. La band cresceva sempre più grande e io ero parecchio nervoso, agitato. Avevo paura che finisse tutto, che non avessero più bisogno del mio contributo. Si, insomma, avevo paura di essere licenziato. E, quella, era l’ultima cosa che volevo, così facevo sempre il massimo per evitare ciò. Ero veramente molto insicuro, pensavo in continuazione: “forse non sono abbastanza bravo per loro, probabilmente troveranno un altro batterista.”

 

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)