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David Bowie, quel singolo di debutto che fu un flop

Sappiamo tutti che per diventare grandi artisti il talento non basta. Ci vogliono le conoscenze giuste ed una buona dose di fortuna. Diciamo che, per quanto sia uno dei performer migliori che abbiamo avuto, questa legge non ha fatto eccezione per David Bowie. Il Duca Bianco certo ci ha regalato capolavori ormai divenuti immortali e la sua recente scomparsa ha sconvolto tutti. Una parte di noi se n’è andata per sempre e sappiamo tutti che non esisterà mai un artista come lui. Sono tantissimi i cantanti che hanno preso ispirazione dal suo stile musicalmente e non solo: anche gli stravaganti look di David Bowie sono diventati iconici. Ma come fu il debutto del nostro Duca Bianco? Can’t Help Thinking About Me, la sua prima canzone ha una storia molto interessante.

David Bowie e i Lower Third

Ancora con il nome di David “Davy” Jones, il nostro Duca Bianco prima di diventare il David Bowie che noi tutti conosciamo e amiamo (che debutta con l’album dal titolo proprio David Bowie) militava in un gruppo mod. Il repertorio di Bowie era fortemente influenzato dai primi The Who, infatti con i Lower Third spesso si comportava come loro, sfasciando gli strumenti, ecc. Anche se con il tempo il nostro Duca Bianco iniziò a dedicarsi anche ad altro e pian piano cambiò stile così come il nome. Un cambiamento si evince già da You’ve Got a Habit of Leaving Me, che David Bowie scrisse nel 1965 ed è l’ultima canzone che inciderà con la band. In generale non si può attribuire un genere preciso quel periodo: rock, blues, vari elementi che renderanno poi Bowie il camaleontico artista che noi tutti conosciamo e amiamo.

Can’t Help Thinking About Me

La prima canzone che però segnò il cambio nome da Davy Jones a David Bowie fu proprio Can’t Help Thinking About Me. Si tratta comunque di un brano registrato insieme con i Lower Third, dove continuava a militare, ma venne inciso con il nuovo nome d’arte con cui sarà conosciuto in tutto il mondo. A proposito della canzone, in una intervista a Musician del 1983, Bowie stesso disse:

È un piccolo pezzo illuminante, non è così? Era sull’andare via di casa ed arrivare a Londra.

Ci illumina quindi sul significato del brano che ha sicuramente una componente autobiografica, in quanto descrive la sua partenza per giungere a Londra ad appena 16 anni. Purtroppo, il brano si rivelò un vero e proprio flop: vendette pochissimo. Uscito nel 14 gennaio 1966, ebbe comunque un riscontro positivo presso la critica. Sappiamo che in quanto a vendite, il nostro Duca Bianco recupererà egregiamente con il tempo! La canzone rimane comunque una bellissima storia in cui molti adolescenti costretti a partire potrebbero rivedersi.

I’ve gotta pack my bags, leave this home
Start walking, yeah I’m guilty
I wish that I was sorry this time
I wish that I could pay for my crime.

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Laureata in lettere moderne e laureanda in Filologia moderna. Siciliana doc, scrittrice, ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.