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David Bowie e il legame con Lucio Battisti, Mogol e Domenico Modugno

David Bowie ha sempre avuto un legame particolare con l’Italia. Magari non sempre un legame positivo e fruttuoso dal punto di vista umano o discografico, ma comunque una relazione particolare, soprattutto con alcuni nomi. Vediamo il suo legame con Lucio Battisti, Mogol e Domenico Modugno. Sappiamo che in realtà il Duca Bianco è sempre stato un fan del Belpaese e ha sempre desiderato imparare riguardo le canzoni italiane. Ma partiamo dall’inizio, ovvero dal 1969, per poi andare al 1973 fino ai giorni più vicini a noi.

La scrittura di un brano di Lucio Battisti

Tra il 31 luglio e il 2 agosto del 1969 il Duca Bianco si trovava in Italia. L’occasione era speciale dal momento che si doveva trovare al Premio Internazionale del Disco a Monsummano Terme, in provincia di Pistoia. Ma di questo non si sa molto, per cui dobbiamo aspettare fino al settembre del 1973. Stavolta siamo nei pressi di Roma, in una strana villa di campagna insieme al suo manager Ken Pitt, il produttore Mick Ronson e la sua fidanzata. Non era però un viaggio di vacanza dal momento che Bowie voleva riscrivere in inglese il brano Io vorrei…non vorrei… ma se vuoi di Lucio Battisti. Il pezzo apparve sul disco di Mick Ronson “Slaughter on 10th Avenue” con il titolo Music is Lethal.

La cover di Space Oddity in italiano

Ma torniamo indietro ancora al 1969. Bowie non era stato in Italia ma aveva raggiunto comunque l’Italia in un altro modo. Nel dicembre di quell’anno, al Trident di Londra, decise di registrare una cover del suo straordinario pezzo Space Oddity. Ma cosa aveva quella cover di così diversa dall’originale? La lingua, l’italiano. Mogol infatti riscrisse il pezzo in italiano cambiandone totalmente il senso. Prima il pezzo era legato a tematiche spaziale con protagonista il Maggiore Tom, ora era diventato un testo d’amore. Non piacque molto a Bowie e neppure al pubblico, ma rimane una piccola perla della discografia del Duca Bianco.

La cover di Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno

Bowie tra le altre cose registrò anche un brano di Domenico Modugno. Si tratta forse del più grande successo del cantante italiano oltre che una delle canzoni italiane più famose della storia. Si tratta di Nel blu dipinto di blu. Questa volta Bowie decise di realizzare questa cover come una sorta di sfottò verso la critica musicale e discografica italiana che lo aveva sempre un po’ snobbato. L’atmosfera della sua cover è in effetti particolare, quasi burlesca, e quello era proprio l’obiettivo del Duca Bianco. Il pezzo venne poi incluso nella colonna sonora del film del 1986 Absolute Beginners che vede proprio Bowie come protagonista.

E con Celentano?

Questo era il legame di David Bowie con Lucio Battisti, Mogol e Domenico Modugno. Ovviamente il Nostro apparve in altri show televisivi Italiani che però non videro mai la presenza dei quattro artisti suddetti tutti insieme. Molti ricorderanno, per onor di cronaca, l’incontro tra Adriano Celentano e David Bowie quando il Duca Bianco espresse tutto il suo malcontento verso il Molleggiato. Vi ricordate quando disse: “Dato che ci siamo incontrati qui non è necessario che ci incontriamo in futuro”?

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.