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David Bowie, quella volta che Andy Warhol mise in imbarazzo il Duca Bianco

Nella fine degli anni ’60, David Bowie era solo agli inizi della sua straordinaria ascesa nel panorama musicale. Il futuro Duca Bianco aveva tutta l’intenzione di emergere nella sua Gran Bretagna, ma mai avrebbe potuto immaginare di poter diventare una star a livello mondiale. Oggi vi raccontiamo una vicenda che l’ha visto protagonista insieme al genio della pittura Andy Warhol.

Le amicizie con Iggy Pop, Lou Reed e Tony Zanetta

Quando David Bowie non era praticamente nessuno, vagava per le strade sporche di New York City. Fece casualmente amicizia con due star del rock come Iggy PopLou Reed. In particolare, Bowie fu il primo a realizzare una cover della band di Lou, i Velvet Underground. Cantò Waiting For The Man ad un pubblico non proprio entusiasta, prima di incontrare un altro futuro amico, l’attore Tony Zanetta, che doveva interpretare il ruolo di Andy Warhol nella sua commedia Pork. Fu proprio l’interprete a condurre con sé David in giro per New York, nel 1971, quando ancora non aveva creato la sua incarnazione di Ziggy Stardust. Nonostante avesse firmato un contratto discografico con la storica etichetta RCA, la stella dell’artista ancora non era splendente.

Quando David Bowie chiese di incontrare Andy Warhol

In occasione di una recente intervista, Paul Zanetta ha parlato del periodo trascorso da David Bowie a New York e della loro amicizia. Il Duca Bianco chiese rapidamente un incontro con il grande Andy Warhol in persona: “L’incontro è stato piuttosto teso, dato che Warhol non era un gran chiacchierone, e neanche David”, esordì Zanetta. “Erano tutti abbastanza imbarazzati, quando David diede ad Andy una copia di Hunky Dory con un’ode a lui dedicata, una canzone che portava proprio il suo nome e cognome”. La situazione stava diventando sempre più fredda e Warhol non fece nulla per nascondere il suo scarso gradimento.

Il brano del Duca Bianco che non piacque a Warhol

Certo, la traccia citata non è tra le migliori della lunga carriera di David BowieAndy Warhol mostrò un’espressione strana di fronte ad un pezzo folk pop, che provocò una certa oscurità. L’atmosfera non era quella giusta e alcune frasi contenute nel testo non contribuirono a migliorare la situazione, come ad esempio “Andy Warhol sembra un urlo, appendilo al mio muro”. Zanetta ha ricordato quanto Andy non avesse detto nulla a riguardo, ma non avesse nascosto un certo odio nei confronti del brano. David era considerato solo come “un ragazzo fuori strada”, lontano dal genio talentuoso che sarebbe uscito fuori negli anni successivi.

Un incontro imbarazzante che finì abbastanza bene

Dopo un notevole imbarazzo, l’incontro tra David Bowie ed Andy Warhol iniziò a diventare ben più leggero. I due trovarono un punto in comune nella passione per la moda“Hanno trovato un terreno positivo negli indumenti indossati da David. Lui indossava un paio di Mary Jane gialle ed Andy era stato illustratore di scarpe, come lo stesso Bowie sapeva. Iniziarono a parlare di scarpe, altrimenti l’incontro sarebbe finito male”, ricorda Tony Zanetta con il sorriso sulle labbra. Da qui in poi, la carriera del Duca Bianco decollò grazie agli incontri con Reed e Iggy Pop. Zanetta sarebbe diventato il tour manager di Bowie nelle due settimane successive negli Stati Uniti e un suo caro amico fino alla morte.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)