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David Gilmour: “Senza Roger Waters nei Pink Floyd eravamo liberi”

Roger Waters si separa ufficialmente dai Pink Floyd nel 1985. Un addio non certo amichevole dai suoi compagni di band, ma che era nell’aria da tempo. Le tensioni – all’interno della formazione – si erano fatte sentire già da The Wall ma diventano insopportabili con la pubblicazione di The Final Cut. Roger Waters prende il volo da una delle formazioni più influenti e leggendarie del panorama musicale, ma non si volta indietro. E gli altri? Ad anni di distanza David Gilmour ammette che non fu una sorpresa per nessuno e che – poco dopo la sua uscita – il senso di liberazione divenne palpabile.

LA DISCOGRAFIA DEI PINK FLOYD DOPO ROGER WATERS

Quando Roger Waters abbandona i Pink Floyd – nel 1985 – il distacco non è piacevole per nessuno. L’ex genio creativo della band intenta una causa contro i suoi ex compagni che però riescono a vincere, aggiudicandosi il diritto di continuare ad utilizzare il nome con il quale avevano raggiunto la fama. “Ero fiducioso che le case discografiche avrebbero pubblicato un nostro album” ha detto David Gilmour ricordando quel periodo.

THE LATER YEARS: 1987-1994

E infatti i Pink Floyd post-Waters pubblicano ben tre lavori discografici. A Momentary Lapse of Reason e The Division Bell – tra gli anni 1987 e 1994. Nel 2014 infine esce The Endless River – l’ultimo album della band. I tre dischi di David Gilmour, Nick Mason e Richard Wright sono stati raccolti in un unico cofanetto – chiamato The Later Years – che raccoglie anche i due live di Delicate Sound of Thunder e Pulse. Oltre a molto materiale inedito prodotto tra il 1987 e il 1994.

DAVID GILMOUR PARLA DELL’ADDIO DI ROGER WATERS

David Gilmour è stato recentemente intervistato per promuovere lo speciale box The Later Years – in uscita a Dicembre 2019. La chiacchierata con il musicista è stata suddivisa in quattro parti e pubblicata nella forma di un podcast dal titolo The Lost Art of Conversation. In un estratto della conversazione, Gilmour si è trovato a parlare anche dell’addio di Roger Waters e del periodo successivo dei Pink Floyd.

“Sapevamo tutti che Roger se ne sarebbe andato. Non era felice e nemmeno noi. Ho sempre saputo che voleva fare altro, anche Nick sembrava volerlo” ha detto il musicista a proposito dell’ex compagno di band. David Gilmour ricorda di averne discusso a lungo con Richard Wright, per capire quali fossero anche le sue intenzioni. “Ho parlato con Rick durante una vacanza in Grecia e abbiamo deciso di andare avanti”. 

I PINK FLOYD DOPO IL 1985

Con l’appoggio di Richard Wright, David Gilmour è intenzionato a proseguire con i Pink Floyd. Alla fine – evidentemente – anche Nick Mason si convince e i tre pubblicano nuovo materiale. “Non avere Roger era qualcosa di diverso – ha confessato Gilmour nel corso dell’intervista – ma per certi versi ci siamo sentiti liberi”.

Roger Waters era sicuramente il genio creativo del gruppo, ma anche colui che ne aveva preso le redini in modo totalizzante dopo l’uscita di Syd Barrett. “Non c’erano più le tensioni dei due album precedenti, specialmente The Final Cut – ha concluso David – Eravamo solo noi a comporre e registrare. C’era un senso di libertà e ottimismo”. 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.