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Deep Purple, La storia di Black Night

Deep Purple sono un gruppo musicale hard rock considerato precursore o comunque fra i principali dell’heavy metal. Il loro eccezionale virtuosismo ha fin dagli anni settanta sorpreso sempre il pubblico. Grazie al talento della formazione iniziale che vantava il magnifico chitarrista Ritchie Blackmore, tra i più amati del genere, si sono sempre distinti. Parlando di formazione, i Deep Purple sono famosi per i loro continui cambi. L’album Deep Purple in rock, uno dei più famosi della band, ha inaugurato Ian Gillan come cantante ufficiale di questo gruppo, dando ai Deep Purple un rinnovato vigore ed una spinta più heavy. Questo gruppo ha venduto più di 100 milioni di copie, i loro brani sono intramontabili e classici indimenticabili del rock. Tra le canzoni di maggior successo dei Deep Purple sicuramente Black Night è una delle più importanti.

Black night come singolo per Deep Purple in rock

Innanzitutto, la pubblicazione di Black Night fu particolare. Infatti, pur essendo sempre connessa a Deep Purple in rock, la troviamo come traccia in questo album solamente dal 1995, quando cioè venne pubblicata una ristampa del disco per festeggiare i 25 anni dall’uscita. Inizialmente, però, Black Night fu pubblicata da sola come singolo, poiché serviva qualcosa di forte per promuovere il disco e nessuna canzone corrispondeva alle caratteristiche necessarie. La famosa Child in time era troppo lunga e delle altre nessuna convinceva abbastanza. Secondo quanto racconta Roger Glover, dopo essere andati in un pub ed essersi ubriacati, ai Deep Purple venne l’ispirazione.

Il riff di Richie Blackmore e il testo

Black Night come per tante altre canzoni dei Deep Purple (pensiamo all’iconica Smoke on the water) è conosciuta principalmente per il riff. Dopo la fatidica serata al pub, fu Ritchie Blackmore a suonarlo ispirandosi alla versione di Ricky Nelson del famoso pezzo “Summertime”. I Deep Purple non sono nuovi a simili ispirazioni: anche la stessa Child in time, presente in Deep Purple in rock riprende Bombay Calling degli It’s a Beautiful Day. Per quanto riguarda il significato del testo, Black Night sembra rappresentare sostanzialmente un monologo interiore di una persona che, sullo sfondo di una notte scura, decide di autoaffermare se stessa. Il protagonista si sente libero di essere com’è, di intraprendere un viaggio per comprendersi, anche se è lontano da casa.

Black night, black night,
I don’t need black night,
I can’t see dark night.
Maybe I’ll find on the way down the line
That I’m free, free to be me.
Black night is a long way from home.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.