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Deep Purple, La storia di Hush

I Deep Purple sono amati e conosciuti da tutti per la loro forza hard rock e per la straordinaria elaborazione che caratterizza da sempre le loro canzoni. Da sempre, questa band ha cercato di rinnovarsi e di costruire una personalità unica. L’inizio della loro carriera fu diverso dallo stile che noi conosciamo adesso. Il primo album, Shades of Deep Purple, aveva un cantante diverso, un modo di suonare diverso, ma ancora oggi è ascoltato e amato da tutti. Non solo per le canzoni originali, ma anche per le cover. In particolare quella di Hush è ormai una vera e propria canzone dei Deep Purple. Sicuramente è famosa come un loro singolo, anche se non appartiene direttamente a loro.

Il primo album della band

Il primo album dei Deep Purple Shades of Deep Purple uscì nel luglio del 1968. A lavorare a questo disco fu la formazione così detta Mark I, con Rod Evans alla voce, Nick Simper, Ian Paice, e naturalmente i fondatori John Lord e Ritchie Blackmore. Questo disco comprendeva quattro brani originali, ma anche quattro cover che però si distaccavano molto dall’originale, con un rock psichedelico e intermezzi interessanti. Una delle più famose è Help, la cover della famosa canzone dei Beatles, ma anche Hey Joe, brano blues attribuito inizialmente a Dino Valenti ma dal 1962 poi riconosciuto a Billy Roberts, di cui si vanta anche la magnifica versione di Jimi Hendrix. In generale l’album ha uno stile rock psichedelico e classico, ma anche progressive.

La versione dei Deep Purple di Hush

Hush è una canzone del 1967, scritta dal musicista Joe South per Billy Joe Royal, cantante di genere country e rock che fece effettivamente di Hush uno dei suoi più grandi successi. In generale la canzone oltre a quella dei Deep Purple, ha avuto anche diverse altre cover, come quella dei Gotthard e dei Kula Shaker. Ma la versione della band hard rock è la più famosa. Come è chiaro, inizialmente Hush è cantata da Rob Evans e comunque con buoni risultati, ma come hanno fatto i Deep Purple con ogni canzone originariamente eseguita da lui, anche in questo caso la registrarono nuovamente con Ian Gillan. Nel 1988 venne inoltre pubblicata una nuova versione di Hush per il loro album dal vivo Nobody’s Perfect, per celebrare il ventesimo anniversario della band. Per questa nuova versione viene anche realizzato un video musicale, famoso per l’iconica scena del ciondolo che riporta il logo dei Deep Purple.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.