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Le canzoni più poetiche dei Depeche Mode

I Depeche Mode sono tra i complessi più innovativi degli ultimi decenni. Capaci di abbracciare diversi generi e di rinnovarsi in continuazione, tra abbandoni e cambiamenti hanno sempre avuto grande successo. Al di là della grande originalità della musica, in cui si combina new wave, rock, dance ed elettronica, anche i testi colpiscono molto. I Depeche Mode, infatti, si distinguono per la grande profondità dei testi, spesso introspettivi e complessi. Scopriamo quali sono le cinque canzoni più poetiche della band.

Enjoy the silence

Naturalmente non poteva mancare. Probabilmente è la più apprezzata del gruppo, conosciuta grazie anche alle moltissime cover che ne vennero realizzate. Nella sua semplicità, il testo vuole manifestare proprio questo: non avere bisogno di parole, solo dell’abbraccio dell’altro. Sembra quasi una vera e propria poesia se la si legge al di là della musica e del video ufficiale ormai iconici. “Enjoy the silence” non è solo una frase della canzone, ma un modo di pensare di vivere, di apprezzare nel silenzio ciò che è importante.

All I ever wanted
All I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm. 

Shake the disease

Una canzone d’amore diversa da tutte le altre, che mostra la fragilità della persona che parla alla sua amata. “Comprendimi”, si ripete più volte. Infatti, è una ricerca di aiuto e di comprensione, ma anche una promessa d’amore, la promessa di esserci per quella donna (o uomo che sia) e di essere a lei devoto. Nei Live i Depeche Mode non la eseguono spesso nella versione originale, ma con il semplice pianoforte ed il più delle volte non è Dave Gahan a cantarla come di consueto, ma proprio Martin Gore che la ha anche scritta.

The child inside

Questo brano è estremamente triste e complesso. Non è chiaro a cosa si riferisca precisamente, vi sono infatti diverse teorie: potrebbe riguardare la crescita e la perdita dell’infanzia, ma il “bambino dentro” potrebbe rimandare anche la maternità. In realtà sembra riguardare la pubertà, lo sviluppo, l’infanzia in sé, la perdita delle certezze e il culmine della tristezza in situazioni di crisi a causa degli inevitabili cambiamenti. È un testo molto complesso e particolare, che sembra costituito da un dialogo con se stessi.

Heaven

Come il precedente e a differenza degli altri questo testo si riferisce maggiormente alla persona in quanto individuo, al di fuori del suo rapporto con gli altri. Sembra riguardare il rapporto con se stessi come il precedente, ma in un’atmosfera più onirica. Il testo domanda ad una sorta di alienazione della persona, in mondi sconosciuti, con quasi forse un riferimento allo sprofondare nella follia.

Sometimes I slide away
Silently
I slowly lose myself
Over and over
Take comfort in my skin
Endlessly
Surrender to my will
Forever and ever. 

Only when I lose myself

Forse questo testo è uno dei più belli d’amore che i Depeche Mode abbiano mai realizzato. Infatti, l’esperienza dell’innamoramento viene descritta come un perdere se stessi per l’altro, sprofondare in lui e non poter fare nulla per resistere. Con grande sensualità ma anche delicatezza viene descritto un sentimento tra i più complessi. Ma è proprio quando perdiamo noi stessi per qualcun altro, che scopriamo davvero chi siamo.

Something beautiful is happening inside for me
Something sensual, it’s full of fire and mystery
I feel hypnotized, I feel paralyzed
I have found heaven
There’s a thousand reasons
Why I shouldn’t spend my time with you
For every reason not to be here I can think of two
Keep me hanging on
Feeling nothing’s wrong
Inside your heaven. 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.