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Depeche Mode, Perché Violator si chiama così?

I Depeche Mode, nome accattivante per una delle band più originali degli ultimi decenni. Sono riusciti in poco tempo a farsi amare e ammirare da una grande fetta di pubblico. La loro originalità sta nello stile sicuramente, ma anche nella musica. Incredibilmente glamour, hanno saputo sperimentare sempre innovazioni particolari. Un mix di generi che è stato d’esempio per molte band, ad esempio i nostrani Bluvertigo. L’album più famoso dei Depeche Mode, Violator, già riflette bene la loro personalità. È anche uno dei più amati, non a caso.

Violator, il capolavoro dei Depeche Mode

Violator è sicuramente uno degli album migliori dei Depeche Mode. È la svolta dei loro anni 90, in cui abbandonano un certo modo di registrare. Alan Wilder ha detto: “Di solito iniziamo la realizzazione di un disco con ampi incontri di pre-produzione in cui decidiamo come sarà effettivamente il disco, quindi andiamo in uno studio di programmazione. Questa volta abbiamo deciso di mantenere tutto il lavoro di pre-produzione su un minimo. Stavamo iniziando ad avere un problema con la noia in quanto sentivamo di aver raggiunto un certo livello di realizzazione nel fare le cose in un certo modo”. Questo svecchiamento si vede effettivamente in questo disco, che rende ancora più famosi i Depeche Mode. Diventarono da quel momento delle vere star. L’album contiene alcuni tra i brani più amati e rinomati della band: Enjoy the silence, Personal Jesus, Policy of truth. La prima come sappiamo è amatissima ed ha ricevuto diverse cover, tra cui quella dei Lacuna Coil. Una vera icona della musica, un nuovo modo di farla. Anche Personal Jesus è famosissima ed apprezzata, specie da artisti di genere rock e metal, pensiamo alla famosa cover di Marilyn Manson.

Lo scopo del titolo “Violator”

Quando ci approcciamo a questo disco e poi lo ascoltiamo troviamo una grande antitesi tra il titolo e le canzoni. Violator non è il titolo di uno dei brani presenti e non rispecchia in effetti nemmeno lo stile. La copertina, che è ormai iconica, forse è l’unico aspetto che si lega bene al suo nome. Quei fiori dai colori così scuri riflettono molto il macabro del nome. A proposito, i Depeche Mode dichiararono: “Volevamo inventare il titolo più estremo e ridicolmente heavy metal che potevamo. Saremo sorpresi se le persone capiranno lo scherzo”. Questa presa in giro è in realtà quanto di più efficace per comprendere bene lo stile musicale di Violator. Un album in cui il rock diventa qualcosa di diverso e può essere tale anche con l’uso di sintetizzatori e con delle influenze elettroniche. Così i Depeche Mode hanno creato un album rivoluzionario, superando se stessi.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical. (Domande e proposte: silviargento97@gmail.com)