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Depeche Mode, Il bellissimo messaggio di Where’s the revolution

I Depeche Mode sono una delle band più originali del panorama musicale mondiale. Con oltre 100 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, continuano dagli anni 80 a sorprendere pubblico e critica. Inizialmente appartenevano al synth pop inglese, ma nel corso della loro carriera hanno saputo combinare tantissimi generi diversi, usando sempre però la componente elettronica. A questa si è unito il rock, il pop, la dance e tantissime altre influenze. Uno degli album in cui hanno mostrato la loro sperimentazione musicale connessa ad una grande coerenza musicale è il quattordicesimo, Spirit. Chiaramente i Depeche Mode erano già ben affermati e potevano permettersi di osare un po’ più del solito. Il disco è stato accolto con diverse polemiche specie per il suo contenuto socio-politico, ma non per questo la band si schierò davvero politicamente. Il primo estratto da questo disco dei Depeche Mode fu Where’s the revolution.

Spirit e la componente politica

I Depeche Mode non si sono mai schierati politicamente e, come hanno chiarito spesso, non era loro intenzione farlo nemmeno con Spirit. In generale l’album si schiera contro le ingiustizie e le sopraffazioni. Sostanzialmente, quindi, Spirit vuole essere un’aspra critica nei confronti di quanto di sbagliato c’è nella società. I Depeche Mode si espongono, ma non politicamente, bensì umanamente: è chiaro che stanno dalla parte degli esclusi e comprendono il potere che può avere la musica, come hanno spesso dimostrato. In generale i brani sono a tratti caratterizzati da sound nuovi, ma anche molto “classici” per lo stile della band. Una particolarità è il fatto che Eternal e Fail siano cantate solamente da Martin L. Gore, cosa rara per gli album in studio del gruppo, mentre durante i concerti avviene spesso.

I Depeche Mode e Where’s the revolution

Comprendere il significato del primo singolo estratto da Spirit è piuttosto semplice se si guarda il video ufficiale. Girato ancora una volta da Anton Corbijn, conserva le solite caratteristiche che appartengono allo stile di questo regista: una crescente malinconia e varie citazioni a grandi maestri della regia. In questo caso, il video è girato interamente, ma come in Schindler’s List abbiamo solamente un dettaglio in rosso. Vediamo Dave Gahan fare una sorta di comizio in una piazza che però è semi-vuota, tutti i membri della band hanno un aspetto che richiama quello di Karl Marx. Il significato della canzone è molto chiaro: occorre fare qualcosa per il mondo, cambiare le cose e far sì che migliorino. “Forza gente, mi state deludendo, dov’è la rivoluzione?” ci chiede Dave Gahan con questo pezzo. I Depeche Mode con Where’s the revolution non vogliono incitare ad una rivolta sterile, ma ad essere noi per primi motori di quel cambiamento di cui c’è così tanto bisogno. Un bellissimo messaggio che nessuno deve mai dimenticare.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.