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I dieci migliori album Rock dell’ultima decade

Gli ultimi dieci anni hanno assistito ad uno slancio straordinario nel mondo del Rock. In questi anni, è stato possibile riscontrare una crescita non indifferente, non solo dell’industria musicale, ma soprattutto delle concezioni canoniche con le quali gli artisti si affacciano alla scrittura e, alla musica in generale. Lo sperimentalismo ha incontrato la vecchia scuola senza contrasti nell’opera di molti gruppi emergenti.

Lo sviluppo del Rock è stato spinto verso nuove frontiere attraverso l’abbattimento delle barriere e degli stereotipi apposti dagli storici precursori del genere. Diversi musicisti che non hanno trovato fortuna nella prima metà degli anni 2000, hanno affrontato un’ascesa verso il successo quasi inimmaginabile; mentre, l’arrivo di nuove leve validissime, ha concesso al Rock di rivestirsi d’argento vivo. Ecco alcuni degli album, secondo noi, più importanti rilasciati nell’ultima decade.

10) Muse – Simulation Theory (2018)

Simulation Theory dei Muse è il frutto di un futurismo madido di nostalgia. Il gruppo mette la propria musica al servizio della narrazione, innescando una serie di processi d’elaborazione emotiva negli ascoltatori. L’opening track, Algorhitm, costruisce un’atmosfera tesa ed incessante sfruttando sintetizzatori, strumenti a corde ed un piano classico prima ancora che il brano si apra attraverso la voce di Matt Bellamy. Il clima da story telling si protrae all’interno dell’intero album, scorrendo come la trama di un film servendosi di tracce come Big Down e Pressure. Alcune canzoni riprendono uno stile Rock più catchy e moderno, completando il disco nel complesso.

9) Greta Van Fleet – Anthem Of The Peaceful Army (2018)

Il mondo intero continua ad avere gli occhi puntati sui Greta Van Fleet a seguito del responso esplosivo riscontrato dai loro EP di pre debutto. Anthem Of The Peaceful Army rappresenta uno spettacolare esempio di macchina del tempo, capace di trasportare chi ascolta negli anni d’oro della rivoluzione Rock per eccellenza.

La similarità negli stili di Robert Plant ed il frontman dei Greta Van Fleet, Josh Kiszka èinoppugnabile, ma definire la band una mera imitatrice dei Led Zeppelin è assolutamente sbagliato. Il giovane gruppo sta dimostrando, attraverso stile, tecnica e assoluta dedizione quanto, nonostante le contaminazioni del mainstream nell’industria musicale, il Rock possa vivere ancora come fenomeno di costume dell’era moderna.

8) Linkin Park – A Thousand Suns (2010)

Essere diventati un gruppo di riferimento nel panorama Rock e Metal internazionale, i Linkin Park hanno cominciato ad allontanarsi dal sound di riferimento che hanno adottato nel corso della prima metà degli anni 2000. A Thousand Suns non è stato compreso sin da subito, nonostante il disco sia diventato un punto di riferimento per le svolte musicali adottate dalla band nel corso degli anni.

7) Serj Tankian – Harakiri (2012)

Nel 2012, Serj Tankian dimostra la sua immensa preparazione musicale fondendo gli elementi del Rock, del Punk e della New Wave con la sensibilità sociale affrontata nei suoi testi. Cornucopia è la traccia d’apertura dell’album. Straripante, il brano attraversa fasi di fioritura melodica – come lascia intendere il titolo – e riff di chitarra pesanti e suggestivi. Altri brani come Figure It Out rimandano, invece, alla cultura più Heavy di Tankian, dimostrando come, il frontman dei System Of A Down sappia dare il meglio anche al di fuori della band capostipite del Metal moderno.

6) Bring Me The Horizon – That’s The Spirit (2015)

L’approccio con cui i Bring Me The Horizon hanno composto il disco precedente, Sempiternal, ha segnato un cambiamento radicale nello stile musicale del gruppo. Nonostante il metalcore torni ad assumere un ruolo chiave in That’s the spirit, questo assume comunque toni più catchy e melodici aprendosi ad una vena Alternative più Rock. I posteri hanno rivelato che That’s The Spirit sia stato, probabilmente, l’album chiave nella carriera della band.

5) Alter Bridge – Fortress (2013)

Nel corso degli anni, gli Alter Bridge hanno continuato a crescere, fino a diventare una delle band più importanti nel panorama musicale moderno. Fortress, secondo disco del gruppo, è diventato uno dei lavori più ambiziosi nella scena Rock moderna. Gli Alter Bridge hanno costruito nuovi scenari da zero, a partire dalla potenza vocale di Myles Kennedy ed i riff aggressivi di Mark Tremonti alla chitarra. Waters Rising e la title track sono due brani emblematici della scena moderna.

4) Halestorm – Into The Wild Life (2015)

Gli Halestorm aprono le porte del successo attraverso Into The Wild Life. L’album è una chiara dimostrazione d’impegno tecnico, ricoprendo diversi spettri musicali senza seguire uno schema di genere preciso. Apocalyptic, singolo prettamente Hard Rock aggressivo quanto orecchiabile è stata una delle tracce più ascoltate grazie soprattutto al contributo delle radio di tutto il mondo. Amen è un brano dalle atmosfere Heavy Blues, vendicativo e rivaleggiante. Dear Daughter rappresenta uno dei momenti più personali della band statunitense.

3) Rush – Clockwork Angels (2012)

Quando si parla di grandi gruppi del passato, si percepisce sempre il bisogno di trattare ogni nuova uscita come se fosse l’ultima. Clockwork Angels è la dimostrazione che, nonostante abbiano scritto la storia, alcune band come i Rush sentono ancora di poter contribuire con nuovi meravigliosi capitoli. Geddy Lee è immenso, Neal Peart aggressivo ed incessante almeno quanto Alex Lifeson.

2) David Bowie – Blackstar (2016)

David Bowie si spegne tragicamente a causa di un cancro al fegato il 10 gennaio del 2016. L’8 gennaio, il Duca Bianco rilascia il suo venticinquesimo album in studio. Blackstar fu scritto con l’intento di essere il lascito di David Bowie al mondo. Trasformando la sua morte impellente in uno spettacolo d’arte eterna. Blackstar è estremamente sperimentale, lontano dalle classiche concezioni del Rock, perfettamente in grado di rappresentare l’eredità di uno degli artisti più controversi ed eclettici di sempre.

1) Stone Sour – Hydrograd (2017)

L’album si apre con la citazione “Hello you Bastards”, un saluto carismatico e potente tipico del grande Corey Taylor. Hydrograd è, senza ombra di dubbio, il miglior album rilasciato nel 2017. Il disco affronta diverse tematiche, rimarcando tematiche diametralmente opposte; dal forte cinismo, ad un estremo raccoglimento.  L’opera è forte sotto l’aspetto compositivo ed autoriale. Song #3 è stata la canzone d’amore dell’anno. Fabuless è una caricatura sarcastica al mondo dello spettacolo, mentre St. Marie è, forse, il punto più alto dell’album.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)