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Dire Straits, come i ZZ Top hanno ispirato una delle più grandi hit della band

Money For Nothing, uno dei brani più celebri in tutta la discografia dei Dire Straits, è stato originato da una serie di avvenimenti artistici e televisivi che hanno portato la formazione inglese a realizzare il singolo capolavoro. Vogliamo parlarvene all’interno del nostro articolo.

La storia di Money For Nothing dei Dire Straits

Nel prendere in considerazione l’ispirazione che i ZZ Top hanno avuto nei confronti dei Dire Straits vogliamo sottolineare prima la storia di Money For Nothing, brano musicale della band che è stato pubblicato il 21 giugno del 1985 e caratterizza, con i suoi oltre 8 minuti, uno dei successi più grandi della formazione inglese. Il singolo ha raggiunto la prima posizione in Canada, la quarta in Nuova Zelanda in Australia, oltre che nel Regno Unito, la sesta massima in Irlanda e la settima in Austria, ottenendo il disco d’oro anche in Italia, secondo i dati del 2009.

Il riff di chitarra del brano è stato eseguito da Mark Knopfler, attraverso una Gibson Les Paul collegata ad un amplificatore Laney. A proposito del testo del brano, esso condanna gli eccessi delle rockstar e il loro stile di vita, piuttosto agiato e svagato rispetto a quello dei veri lavoratori. A dire il vero, l’ispirazione fondamentale per un testo di questo tipo c’è stato nel contesto di MTV, quando un corriere di un grande magazzino a New York ha mosso la lamentela presente all’interno del testo. Il brano è stato completato grazie all’aiuto di Sting che, pur accettando di non comparire fra gli autori, fu inserito all’interno dello stesso per via della somiglianza con Don’t Stand So Close to Me dei Police.

Come i ZZ Top hanno ispirato i Dire Straits per Money For Nothing

A proposito dell’ispirazione per i ZZ Top, è stato il produttore del brano a parlare di quanto vi spiegheremo di seguito. Quanto, infatti, alla realizzazione del brano, ammettendo che la band si fosse ispirata proprio ai grandi successi dei ZZ Top, Neil Dorfsman – produttore del brano – ha spiegato: “Un microfono era puntato verso il pavimento, un altro non era proprio sull’altoparlante, un altro era da un’altra parte. Non era così che avrei voluto impostare le cose – probabilmente è stato lasciato dalla sera prima, quando stavo preparando le cose per il giorno successivo e non avevo ancora finito l’allestimento. Tuttavia, sia che si trattasse della fase dei microfoni, sia che si trattasse della fase di sfasamento, quello che abbiamo sentito è esattamente ciò che è finito sul disco. Non c’è stata alcuna elaborazione aggiuntiva su quella melodia durante il mix”.

E ancora, riferendosi a Mark Knopfler: “Non gli piaceva l’idea. Ricordo che mi chiese: ‘Vuoi che io sembri come un rock guy? Penso che sia uno dei più grandi solisti di sempre, quindi volevo davvero sentirne parlare di più. Continuava a dire ‘ZZ Top, ZZ Top’, e nella mia mente immaginavo che non avremmo trovato la parte che cercava nella traccia base”.

 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.