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Dire Straits, com’è nata “Telegraph Road”?

Come nasce una canzone? Qual è quel momento, quell’attimo che porta un artista a scriverne una? L’ispirazione può certo venire da diversi fattori: da un momento mite e semplice fino ad una avventura. Un viaggio, un amore e perché no, anche delle letture particolari. E’ quello che è successo a Mark Knopfler il cantante del gruppo britannico Dire StraitsUna delle loro canzoni, “Telegraph Road”, nasce da un contesto molto preciso, anzi, da due. Attivi dalla fine degli anni Settanta, pubblicheranno nel 1982 un loro album Love over Gold  dove è contenuta, appunto, questa traccia. Vedremo ora cosa ha portato il frontman a scriverla a come è nata: ecco la storia di “Telegraph Road” dei Dire Straits. 

Love over Gold

Love over Gold è il quarto album dei Dire Straits e si dice sia uno dei migliori, sia a livello di successo sia a livello sperimentale. L’album scala molto velocemente le classifiche tanto da stare al primo posto per settimane. Il gruppo scelse di utilizzare come singolo di lancio “Private Investigation” un brano che si propone come fine ultimo quello di sperimentare, ed è proprio questo che farà Mark Knopfler insieme al gruppo. Registreranno una serie di suoni curiosi e anche molto “quotidiani”: un vetro che si infrange, tintinnii, una moneta che cade a terra. Love over Gold d’altronde, come il resto dei loro album porta avanti quella loro distinguibile caratteristica: un rock pulito, ma di grande effetto.

La storia del brano ” Telegraph Road” dei Dire Straits

Dopo aver proposto uno dei loro pezzi più curati, il gruppo non si esime dal presentare nello stesso album qualcosa diametralmente opposto: “Telegraph Road”. Anche questo è un brano rock, in tutto e per tutto. Anche se per via della sua lunghezza non è stato molto pubblicizzato -sfiora infatti quasi i quindici minuti- risulta essere uno dei capolavori della musica rock, soprattutto se si contano le performance dal vivo. Qual è però la storia di “Telegraph Road”? Sappiamo che fu ispirata da una lettura ben precisa, quella di “I frutti della terra” di M.Grode, il quale addirittura vinse un premio Nobel. Quel che mette in moto la scrittura è però un viaggio fatto sulla highway statunitense, meglio riconosciuta come Telegraph Road. Oltre al titolo, la stessa canzone potrebbe alludere ad un viaggio, in quanto ci racconta un po’ di come sarà il futuro e ciò da cui si dovrebbe scappare: Then came the churches, then came the schools / Then came the lawyers, then came the rules / Then came the trains and the trucks with their load / And the dirty old track was the Telegraph Road”. 

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Maria Geraci, 1999. Laureata in lettere moderne e studentessa magistrale di letteratura, filologia e linguistica italiana. Appassionata di rock, grunge e cantautorato. Ferrata nella stesura di articoli e aspirante scrittrice. (mariageraci9@icloud.com)