Quella volta che Jim Morrison salvò lo studio dei Doors da un "incendio"

Doors: tutte le volte che provarono a sostituire Jim Morrison

Lo abbiamo detto spesso. Quando una band rimane orfana del proprio frontman è difficile capire quale strada prenderà. E’ successo ai Queen – che solo recentemente si sono riscoperti gruppo grazie alla voce di Adam Lambert, dando vita ai Queen + Adam Lambert. E’ successo ai Nirvana, che invece sono andati incontro ad un destino ben più amaro. Dopo la tragica scomparsa di Kurt Cobain – nell’Aprile del 1994 – Dave Grohl e Krist Novoselic hanno deciso di interrompere il progetto assieme. C’è chi decide di sostituire il proprio leader, cercando qualcuno che anche in minima parte possa sostenerne l’eredità. E chi invece non può pensare di andare avanti con un membro in meno. C’è chi – infine – della sostituzione ne ha fatto un’arte. Anzi sarebbe meglio dire, un vizio. I Doors ad esempio non solo provarono a sostituire Jim Morrison dopo la sua morte – con risultati fallimentari e assolutamente non all’altezza. Ma tentarono di rimpiazzarlo anche quando era in vita. Vediamo meglio tutte le volte che i Doors hanno provato a trovare un altro Morrison.

L.A. Woman e la morte di Jim Morrison

Nel 1971 i Doors pubblicano l’ultimo album con Jim Morrison ancora in vita: L.A. Woman. Le registrazioni del disco erano iniziate appena un anno prima e si erano protratte fino al completamente del lavoro. L.A. Woman deve essere sicuramente guardato come l’album più blues dell’intera produzione dei Doors – nonché come il testamento spirituale della formazione e del suo frontman. Dopo aver assolto gli obblighi che lo tenevano legato all’etichetta discografica Elektra, Jim Morrison decide di dare un taglio ad ogni vincolo contrattuale. A quel periodo risale il trasferimento – assieme alla compagna Pamela Courson – prima in Marocco e poi a Parigi.

Quel periodo rappresenta anche il punto di non ritorno della vita del Re Lucertola. Ormai è chiaro a tutti: il leader dei Doors non riesce più a sostenere un’esibizione o un concerto. L’incidente di Miami lo porta davanti agli occhi di tutti. I live successivi lo confermano. Morrison sale sul palco ubriaco, spossato, incapace di ricordare le parole delle canzoni e persino di reggersi in piedi. La personalità carismatica e trascinante di Jim è stata completamente sostituita dal suo alter-ego alcolizzato, sociopatico e auto-distruttivo. I Doors provano più volte a sostituire il cantante – in una delle tante occasioni in cui non riusciva ad esibirsi – ma la sua morte, per certi versi misteriosa e inspiegabile, accorre a mettere un punto alla situazione. E’ il 3 Luglio 1971.

I Doors dopo Morrison

Viste e considerate tutte le volte in cui i Doors provarono a rimpiazzare Jim Morrison, non sorprende molto il fatto che – dopo la sua morte nel 1971 – abbiano deciso di proseguire la propria carriera. I tre si ritrovano in studio di registrazione per riprendere i fili di L.A. Woman – l’ultimo lavoro con Morrison in vita. Esistevano delle canzoni e dei brani ideati all’epoca della sua composizione – e oltre, quando Jim e Pamela si erano trasferiti a Parigi. Senza il mito ineguagliabile e leggendario del Re Lucertola i Doors pubblicano però due album mediocri – Other Voices e Full Circle. Provano a rifiorire dalle proprie ceneri con Iggy Pop. Ma a nulla valgono i loro sforzi e sono costretti ad ammettere la sconfitta nel 1973.

Alla fine degli anni ’90 qualcosa torna a muoversi in casa Doors. Nel 2001 Robby Krieger, Ray Manzarek e John Densmore partecipano ad un’esibizione per la serie televisiva VH1: Storytellers. Tra i cantanti in gara – tra gli altri – figurano Ian Astbury dei The Cult, Scott Stapp dei Creed e Scott Weiland degli Stone Temple Pilots. A vincere la gara è proprio Astbury – così vicino alla vocalità, alle movenze e alla personalità di Jim Morrison – che Krieger e Manzarek lo assoldano per un nuovo gruppo. Nel 2002 nascono i Doors of the 21st Century. John Densmore  – che avrebbe voluto coinvolgere Eddie Vedder – viene escluso dal progetto. La sua rivincita? Assieme alla famiglia Morrison intenta contro i due ex compagni una causa che gli frutterà ben 5 milioni di dollari!

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.