Dove si trovano le tombe delle rockstar? | 9 Luglio 1971: Jim Morrison viene sepolto a Père Lachaise.

Dove si trovano le tombe delle rockstar?

“Non aver paura della morte…fa meno male della vita”Jim Morrison.
Sarebbe troppo cupo fare riflessioni su questo argomento? La grande livellatrice, ciò che tutto ammanta, il profondo oblio. Eppure, vita e morte sono indissolubilmente legate alla condizione umana, due facce della stessa medaglia. E se parliamo di rock, di artisti spregiudicati sempre pronti a camminare sul ciglio della dissoluzione, vedremo che esse sono più legate che mai. Alcuni tra i più grandi artisti sono indissolubilmente legati alle loro tombe; ma, a questo punto, dove si trovano le tombe delle rockstar?

Jim Morrison è stato seppellito nel cimitero di Père Lachaise

Aver iniziato con una frase di Jim Morrison non è stato un caso: per capire dove si trovano le tombe delle rockstar, è giusto partire cronologicamente. 47 anni fa, il 9 Luglio del 1971, il cantante dei Doors veniva seppellito nel famoso cimitero di Père Lachaise, dove riposa e dove i fan non perdono occasione di rendergli omaggio. Morrison è tutt’ora considerato un’icona e un simbolo della musica rock, proprio per il suo spirito selvaggio, la sua personalità senza freni e i drammi che lo accompagnarono per tutta la vita.

Dopo la sua morte, e proprio per la sua morte, la sua figura si è fusa indissolubilmente, nella cultura e nell’immaginario popolare, con quella di un artista controcorrente; un emblema della ribellione giovanile e di una forma mentis alternativa. Che la morte sia il destino inevitabile di ognuno di noi è una verità assoluta, che si possa scegliere il modo in cui intraprendere questo viaggio è altrettanto certo. Il fatto più curioso è che solo la morte è capace di innalzare personaggi già noti e famosi a livello di semi-divinità. In occasione dell’anniversario dell’arrivo di Mr. Morrison a Père Lachaise, diamo quindi un’occhiata ai luoghi in cui riposano le star, veri e propri siti di culto per gli amanti della musica e del rock: ecco dove si trovano le tombe delle rockstar.

L’epitaffio sulla tomba di Jim Morrison

Iniziamo proprio con Jim Morrison, la cui tomba è una vera e propria attrazione, ricoperta di fiori freschi e di lettere. Periodicamente, forse emulando un po’ troppo l’artista o avendo una diversa concezione di tributo, qualche fan si ubriaca e assume droghe sul sepolcro. L’epitaffio sulla tomba di Jim Morrison è stato scelto dai parenti dell’ex Doors; una frase in greco che significa “Nel segno del tuo spirito” (“Κατά τον δαίμονα εαυτού”). L’inciso funebre e il tumulo sono diventati negli anni una tappa obbligata per chiunque visiti il cimitero ed emblema del fanatismo e del proselitismo che contraddistinguono la passione per il rock.

Il memorial intitolato a Jimi Hendrix

Un’altra tomba, o per meglio dire tempio, amato e riverito dai fan è sicuramente il memorial intitolato a Jimi Hendrix a Seattle, scomparso precocemente a Londra per overdose. Anche questa è stata consacrata nel tempo a meta di pellegrinaggio da tutti i fan del rock provenienti da ogni parte del mondo.

La tomba di Elvis Presley

Talvolta, per capire dove si trovano le tombe delle rockstar, basti guardare i loro ultimi attimi di vita. A Graceland, Memphis, nella casa dove ha vissuto e dove è morto per un cocktail di medicinali, si trova la tomba di Elvis Presley. A conti fatti il luogo assomiglia più ad un parco divertimenti che ad un cimitero, nondimeno ogni giorno arrivano omaggi e tributi.

Lo Strawberry Field Memorial

Uno dei luoghi più famosi al mondo, anche per i profani del rock, è sicuramente lo Strawberry Field Memorial, l’angolo di Central Park dedicato a John Lennon. Dopo che venne assassinato nel 1980 da Mark Chapman, un suo fan squilibrato, Yoko Ono decise di intitolargli questo luogo; collaborò alla progettazione di un mosaico circolare con una sola scritta sopra, il titolo della famosa canzone dell’ex Beatle, “Imagine”.

Il monumento che ritrae Freddie Mercury

A Montreux invece, allontanandoci un attimo dai luoghi di sepoltura, merita menzione il monumento di circa tre metri che ritrae Freddie Mercury nella sua posa iconica, con il pugno alzato. La statua si trova poco distante dal lago di Ginevra ed è anch’essa meta di pellegrinaggio e adorazione.

La lapide di Frank Sinatra, il mausoleo di Johnny Ramone, la tomba di Frank Zappa

Omaggi e tributi possono sicuramente assumere forme diverse. Sulla lapide di Frank Sinatra, ad esempio, campeggia la frase “The best is yet to come”; i suoi fan, per sottolineare il concetto e lo spirito del loro idolo, nel giorno della sepoltura vi hanno deposto: una bottiglia di Jack Daniel’s; un pacchetto di Camel; uno zippo e alcune monetine.

Talvolta gli eccessi della tua vita vengono con te anche nella morte; in questo caso nascono esempi come il mausoleo di Johnny Ramone a Los Angeles. Una statua di Johnny in ginocchio mentre imbraccia la sua chitarra. E per concludere questo itinerario nei luoghi di culto del rock, accenniamo a Frank Zappa; la tomba di Frank Zappa ppresenta il modo in cui era in vita. Un anarchico verso la politica e la società, un rivoluzionario pragmatico e critico, tanto con gli altri che con se stesso. Per chi volesse cercare la sua sepoltura e rendergli omaggio, abbiamo infatti una brutta notizia. Zappa riposa in una tomba senza lapide al Pierce Bros Westwood Village Memorial Park, e nella bara ha con sé tutte le cose che portava sempre in tournee.

Un culto pseudo religioso?

La domanda a questo punto è una: la morte rende davvero tutti uguali o alcuni, destinati alla grandezza in vita, lo sono anche nella morte, se non di più? Oppure sono i fan, che con il loro fanatismo parossistico e la loro tendenza a immedesimarsi nei propri idoli, danno vita ad un culto pseudo religioso? Entrambe o forse nessuna.

Se è vero che nessuno viene dimenticato, è soprattutto vero per un artista, proprio per il fatto di aver toccato i cuori e di essersi avvicinato con la musica a milioni di persone (possibilità che chiaramente una persona normale non ha). Ma è anche vero che nella morte i fan trovano quella vicinanza con i propri idoli impensabile mentre li osservano calcare i palchi di tutto il mondo; forse, solo nella morte, scoprono che in fondo siamo tutti uguali. Ciò che era prima rumore ed eccesso, diventa malinconia romantica, un fiore fresco e una lettera.

di Giulia Prosperini

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.