gtag('config', 'UA-102787715-1');

Eagles: Le cinque canzoni peggiori della band

L’opera degli Eagles è delle più prestigiose. L’apporto della band sul panorama musicale moderno è dei più profondi. Nel corso degli anni, l’iconica Rock Band statunitense ha scritto, più volte, la storia del Rock, affermandosi come una vera e propria istituzione sulle scene. Gli Eagles hanno messo la firma su alcuni capolavori straordinari che, ancora oggi, continuano a far sognare milioni di persone. L’opera chitarristica della band, in particolare, spicca per lustro e brillantezza. Questo, però, non ha impedito al gruppo di subire alcune, inevitabili, cadute di stile durante gli anni.

Gli ultimi tre lavori degli Eagles, in particolare, non rendono giustizia all’estro lirico e compositivo di cui il gruppo si è reso protagonista durante i suoi anni d’oro. Alla luce delle loro disfatte, gli Eagles sono stati spesso al centro di accesi dibattiti tra appassionati e addetti ai lavori che hanno aspramente esaminato la loro opera senza tralasciare alcun particolare. Persino i membri stessi della band hanno, spesso, concordato sul fatto che gli ultimi lavori su cui hanno messo la firma come line-up compatta lasciano particolarmente a desiderare. In questa classifica, abbiamo deciso di elencare alcuni di quelli che, secondo noi, sono le peggiori canzoni mai rilasciate dagli Eagles

5) On The Border (1974)

Tratta dall’omonimo album, On The Border venne rilasciata dagli Eagles nel pieno della loro transizione dal Roots al Rock. La title track del disco mostrò al mondo intero le difficoltà che la band riscontrò nel bel mezzo del suo percorso di crescita. On The Border trattava di politica, scagliandosi contro la rielezione di Richard Nixon negli Stati Uniti. Il brano, però, non era abbastanza incisivo liricamente e musicalmente, non destando le emozioni sperate negli ascoltatori.

4) The Greeks Don’t Want No Freaks (1979)

Chiaramente esausto dal punto di vista creativo e spirituale, nel 1979, Don Henley decise di imboccare la via della nostalgia. Nel caso di Henley, questi decise di dedicare un brano ai suoi anni del college e della confraternita in cui usava trascorrere il tempo in compagnia dei membri dei Siloh, la band in cui militava prima di far parte degli Eagles. Quello di Henley, però fu un tentativo goffo di suscitare nostalgia negli ascoltatori, visto quanto repentinamente i tempi fossero cambiati. Il risultato fu stucchevole e particolarmente malvoluto; rendendo The Greeks Don’t Want No Freaks una delle peggiori canzoni mai rilasciate dagli Eagles.

 3) Nightingale (1972)

Estratta da Eagles, del 1972, Nightingale fu un tentativo poco riuscito di interpretare un brano di Jackson Browne. In realtà, la traccia non sarebbe dovuta finire nell’album, ma la Asylum Label chiese ad Henley una sua performance vocale in più sul disco. Il suo modo di cantare Nightingale, però, non ha mai funzionato e non è mai neanche stato rivalutato; semplicemente, il brano non era nelle corde di Henley e la performance della band non arrivò mai, nonostante i vari tentativi ad essere quanto meno accettabile.

2) Teenage Jail (1979)

Musicalmente irritante e confuso sotto l’aspetto lirico, Teenage Jail presenta un assolo di sintetizzatore ad opera di Glenn Frey scomposto come poco altro. Paradossalmente, il brano venne pubblicato come lato B del distruttore di classifiche Heartache Tonight. Il Long Playing di Teenage Jail ed Heartache Tonight rappresenta pedissequamente lo ying e lo yang dell’opera degli Eagles.

1) The Disco Strangler (1979)

Scritta da Glenn Frey, Don Henley e Don Felder, The Disco Strangler sembrerebbe composta esclusivamente dalla penna di Henley. Il testo, profondamente giudizioso, scaglia una critica contro il panorama Disco, imperversante in quegli anni; nonostante assuma un’atmosfera umoristica, ben poco riuscita, attraverso le linee di basso ispirate proprio alla Disco. Il risultato è stucchevole, poco melodico, noioso ed eccessivamente mercificato, rendendo The Disco Strangler come una delle peggiori canzoni mai rilasciate dagli Eagles.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Share

Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)