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Eddie Vedder ricorda Chris Cornell: “ancora devo assimilare la sua morte”

Se c’è una persona che non è ancora riuscita ad assimilare la morte di Chris Cornell, quella è Eddie Vedder, storico frontman dei Pearl Jam. Sull’argomento ultimamente se n’è parlato parecchio, soprattutto perchè -nonostante la morte dell’iconica voce dei Soundgarden sia stata archiviata come suicidio- continuano a girare voci, misteri e leggende intorno al decesso.

L’amicizia tra i due grandi frontman

L’amicizia tra questi due artisti, nata agli esordi delle loro carriere da musicisti, era vera e solida e, quando circa 3 anni fa Chris Cornell è venuto a mancare, la vita di Eddie Vedder è cambiata per sempre. La cosa sconvolgente, poi, è che il frontman dei Pearl Jam -in un arco di tempo brevissimo- ha dovuto affrontare la morte di uno dei suoi più grandi amici e quella di uno dei suoi fratelli (che, strano caso del destino, si chiamava anche lui Chris).

“Fino a questo momento non mi ero mai soffermato su certe cose, ma ora credo sia giusto così. Negli ultimi dieci anni c’eravamo visti poco, al massimo quattro o cinque volte, di solito sul palco durante qualche evento o cose del genere. Ed è forse per questo che ancora devo assimilare la cosa.” Queste le commoventi parole di Eddie Vedder durante un recente show tenutosi all’Hammersmith Apollo di Londra.

Eddie Vedder ricorda Chris Cornell: “devo ancora assimilare la sua morte”

Il frontman dei Pearl Jam-senza mai realmente pronunciare i loro nomi- ha voluto così ricordare i due Chris a lui tanto cari:

“Vi dirò un’altra cosa: sono cresciuto con tre fratelli e, circa tre anni fa, ne ho perso uno in un incidente stradale. E, credetemi, dopo aver perso anche altre persone a cui volevo molto bene, è stato veramente difficile per me accettare la realtà. Ora devo pensare a stare vicino alla mia famiglia e ai miei compagni di band, ma per altre cose ci vorrà tempo…”

L’artista ha poi voluto lanciare un messaggio a tutte quelle persone che stanno vivendo situazioni drammatiche di questo genere: “Per me lui non era solo un amico, era un fratello. E, sia chiaro, non era solo una cosa tra musicisti, ma un’amicizia vera e sincera, che non aveva niente a che fare col frequentare personaggi cool di Los Angeles o cose del genere. E alla fine penso che per certe cose ci voglia tempo. Voglio inoltre approfittarne per mandare questo messaggio a chiunque sia stato colpito da una perdita del genere: capisco e comprendo i vostri sentimenti e avete tutto il mio supporto.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)