gtag('config', 'UA-102787715-1');

Elton John: “Freddie Mercury mi ha aiutato ad uscire dal tunnel della droga”

Pochi mesi dopo il successo di “Rocketman”, il film incentrato sulla vita di Eltohn John, è uscita in anteprima mondiale la sua biografia, piena zeppa di retroscena e curiosità. Sfogliando questo magnifico libro, intitolato “Me, Elton John”, è uscito fuori un aneddoto piuttosto interessante: a quanto pare Freddie Mercury ha aiutato Sir Elton John ad uscire dal tunnel della droga.

“Me, Elton John”, la biografia di Reginald Dwight

Nella biografia il musicista inglese ripercorre, step by step, i momenti salienti della sua vita, fino ad arrivare al paragrafo “cocaina”. “La prima volta che l’ho provata mi sono venuti i conati di vomito. Poi subito mi sono ripreso… e ho chiesto un’altra striscia”, racconta Reginald Kenneth Dwight senza troppi peli sulla lingua.

Quello fu l’inizio della fine. L’inizio di un periodo buio durato quasi 16 anni. Anni difficili in cui Elton ha lottato si contro la tossicodipendenza, ma anche contro la bulimia e gli eccessi di rabbia incontrollabile.

Freddie Mercury, il salvatore di Elton John

Sir Elton John ha rivelato come alcuni suoi cari amici, come ad esempio Freddie Mercury e George Harrison, gli chiedevano apertamente di smetterla con certa roba, di provare ad andare in riabilitazione.

Il compositore londinese nel libro ha parlato in maniera approfondita di quel suo periodo buio. Della lotta contro la dipendenza. Di come continuava a ‘farsi’ per giorni chiuso nella sua stanza. Elton John in in quel periodo si isolò completamente dal resto del mondo: non si lavava, non si cambiava e non rispondeva al telefono. “Se avessi continuato probabilmente avrei avuto un’overdose o comunque sarei morto. Non sapevo come vivere, ma di certo non volevo morire.”

Freddie Mercury fu un vero e proprio salvatore per Elton John. Il frontman dei Queen lo pregò, anzi praticamente lo costrinse ad andare in rehab. E, alla fine, Elton John decise di andare a Chicago, in una struttura specializzata. Cominciò, così, il suo lungo e travagliato percorso di terapia: “In quel periodo scrivevo sempre, di tutto. Ho persino scritto una lettera d’addio alla cocaina, in pratica era un elenco delle conseguenze del mio abuso.”

Share

Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)