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Elvis Presley: la storia di “Suspicious Minds”

Elvis Presley fu incoronato negli anni’50 re del rock’n’roll, titolo che riuscì a mantenere fino alla sua morte nel 1977 ed anche dopo, fino ad oggi. Questo è dovuto ai numerosi record che riuscì a stabilire. Il più lampante è che è il musicista solista con più dischi venduti della storia: più di un miliardo. Inoltre ben 17 delle sue canzoni si piazzarono in vetta alle classifiche. La prima a riuscire nell’impresa fu “Heartbreak Hotel”, nel 1956, mentre l’ultima “Suspicious Minds” nel 1969.

Elvis Presley e la collaborazione con Mark James

A scrivere il brano ed a registrato per la prima volta nel 1968, prima di proporla ad Elvis, fu il cantautore Mark James. Per altro nel corso degli anni quest’ultimo scrisse altri brani per il cantante di Tupelo, come “Raised On Rock”, “It’s Only Love”, “Moody Blue”, title track dell’ultimo album di Elvis e la celebre ballata “Always On My Mind”. La canzone nacque improvvisando per suo diletto alternandosi tra chitarra Fender ed organo Hammond, quest’ultimo oggi esposto al “Rock’N’Soul Meseum” di Memphis.

La genesi del testo

Nacque così la melodia su cui poi si sarebbe fondata l’ultima canzone numero 1 di Elvis Presley. Per il testo James attinse alla sua vita privata:All’epoca ero sposato con la mia prima moglie, ciò nonostante provavo ancora dei sentimenti nei confronti della mia ragazza dell’adolescenza, anche lei sposata a Houston. Mia moglie sospettava qualcosa e per me era un momento di confusione. Mi sembrava che fossimo tutti e tre in una trappola dalla quale non trovavamo il modo di uscire.”.

Elvis Presley e le “Memphis sessions”

Mark James non si trovava a Memphis per caso. Infatti si era trasferito da Houston per diventare un autore per la American Sound Studio. La sorte volle che fu quello lo studio scelto da Elvis per registrare il disco che segnerà il suo grande ritorno sulle scene dopo il “Comeback Special” andato in onda nel dicembre del 1968. Nel gennaio/ febbraio andarono infatti in scena quelle che gli appassionati definiscono “Memphis session”, dalle quale nacquero altre bellissime canzoni come “In The Ghetto”, “Don’t Cry Daddy” o “Kentucky Rain”.

Lo studio delle dinamiche

“Suspicious Minds” fu registrata alle quattro di notte del 23 gennaio 1969. Per altro venne proposta ad Elvis all’ultimo, a causa di mancanza di materiale ed il re del rock’n’roll se ne innamorò immediatamente. Il brano divenne immediatamente una presenza fissa nelle scalette degli show live dei primi anni ’70. Elvis volle che questa versione prevedesse, nella ripetizione finale della fraseWe’re caught in a trap I can’t walk out because I love you too much baby”, un abbassamento della dinamica, che poi sarebbe tornata alta con un effetto esplosivo.

Poco prima della pubblicazione i produttori di adottare questo trucco anche nella registrazione in studio in fase di mastering. Molti dj radiofonici che all’epoca coprirono la cosa in anteprima pensavano che questo elemento avrebbe ucciso la canzone. In realtà si dimostrò poi essere un elemento caratterizzante che contribuì sicuramente al successo della canzone.

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com