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Elvis Presley: quella volta che Jerry Lee Lewis tentò di uccidere il Re del rock and roll

Quando parliamo di Jerry Lee Lewis stiamo parlando, naturalmente, di uno dei padri fondatori del genere rock and roll. Nato il 29 settembre del 1935 a Ferriday (Louisiana), il pianista e cantante statunitense, per il suo stile aggressivo e per il suo modo selvaggio e anticonformista di stare sul palco, è stato soprannominato ‘The Killer‘. La sua vita privata, infatti, è stata tanto incasinata quanto la sua vita da rockstar: 7 matrimoni (il primo a 14 anni con una ragazza di 17) 6 figli, problemi con alcool e droghe e chi più ne ha più ne metta. In questo articolo vogliamo invece parlarvi di quella volta che Jerry Lee Lewis tentò di uccidere Elvis Presley.

La storia di Jerry Lee Lewis, il Killer

La sua vita privata, come dicevamo, è stata veramente complessa e a tratti drammatica. Nel 1962 suo figlio Steve Allen morì annegato nella piscina di casa, nel 1973 invece il piccolo Jerry Lewis Jr se ne andò in seguito ad un incidente stradale. Nel 1976, durante la festa del suo 41esimo compleanno, Jerry Lewis puntò -per scherzo- una pistola contro il suo bassista Butch Owens e, pensando fosse scarica, sparò, colpendolo al torace. Owens fortunatamente riuscì a cavarsela, ma l’evento fu a dir poco sconvolgente.

Un altro episodio degno di nota nella tumultuosa vita di Jerry Lee Lewis è quello relativo ad Elvis Presley che chiameremo ‘visita a sorpresa’.

Nello stesso anno del fortuito colpo a Butch Owens, Jerry Lee Lewis fu arrestato nuovamente dopo aver causato non poco scompiglio a Graceland, abitazione dell’iconico Elvis Presley. Per l’esattezza era il 23 novembre e, dopo averci provato ripetutamente nelle settimane precedenti, Lewis si presentò ancora una volta dinanzi ai cancelli di Graceland. La sera prima, ad esempio, si presentò lì fuori nella sua bellissima Rolls Royce e chiese di Elvis, ma le guardie al cancello gli dissero che era tardi e che il Re del rock and roll a quell’ora dormiva.

Elvis Presley: quella volta che Jerry Lee Lewis tentò di uccidere il Re del rock and roll

Jerry Lee Lewis si ripresentò quindi il giorno dopo, al mattino presto. Questa volta era in una Lincoln Continental e, sul cruscotto, in bella vista, c’era anche una pistola. In realtà non si sono mai capite le reali intenzioni del cantante e pianista statunitense, ma la storia andò più o meno così:

“Era fuori di sè: urlava, sbraitava e imprecava -racconterà una delle guardie del corpo di Elvis- so che puoi metterti in contatto con Elvis, chiamalo e digli che voglio vederlo. Chi cazzo pensa di essere? Digli che il Killer è qui e vuole assolutamente vederlo.”

Alla fine la guardia del corpo alzò il telefono, ma non per chiamare Elvis, bensì la polizia. Appena arrivati cercarono in tutti i modi di placare Jerry Lee Lewis e, alla fine, trovarono anche la pistola (carica e con un colpo in canna) e lo arrestarono per possesso d’arma da fuoco. La giustificazione di Lewis a tutto ciò? Eccola:

“Quella volta ho bevuto tantissimo champagne e sapete… io non amo particolarmente lo champagne, mi ha alterato non poco.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)